Una banda di ladri composta da italiani e romeni che nell’estate del 2017 ha messo a segno furti tra le province di Napoli, Caserta, Salerno e Avellino, è stata sgominata dai carabinieri di Torre Annunziata (Napoli) i quali nei giorni scorsi hanno eseguito 15 misure cautelari, altri tre sono indagati a piede libero.
I “topi di appartamento” eseguivano dei sopralluoghi prima di entrare in azione, per studiare la “pericolosità” delle case da svaligiare e per organizzarsi. Poi, in batterie composte da 4 o 5 elementi, partivano su macchine con targa straniera per fare razzia di gioielli, denaro, televisori o attrezzature agricole. Il bottino veniva scaricato in depositi indicati dallo “zio”, il vero e proprio capo del gruppo, il 46enne Mario Falanga che decideva tutto e a cui tutti portavano “rispetto”: era lui che fissava gli obiettivi da colpire, la data del furto, chi doveva operare, avvalendosi della nipote 34enne. Scoperta e sgominata anche la rete dei ricettatori dove lo “zio” indirizzava il provento delle ruberie.
I 15 arrestati sono stati portati in carcere mentre lunedì prossimo a Poggioreale (alla presenza degli avvocati Donato De Paola, Gennaro De Gennaro, Giuseppe Petrosino e Antonio Iorio) saranno ascoltati dal Giudice per le indagini preliminari.
Un’organizzazione criminale organizzata come un’azienda, dove ognuno svolgeva un ruolo ben preciso.
Ecco nel dettaglio le mansioni svolte da ogni componente della gang dei furti in casa:
FALANGA Mario detto “o zio” promuoveva, organizzava e coordinava le illecite attività del sodalizio, partecipando anch’egli in prima persona ai furti in abitazione nonché mantenendo i contatti con i ricettatori e con i complici rumeni specializzati nei furti di attrezzature agricole.
FUSCO Giovanna, detta “Giovanna a cipolla”, promuoveva, organizzava e coordinava le attività dell’associazione in perfetta sintonia con FALANGA Mario, partecipando anch’essa materialmente ai furti in abitazione, manteneva i contatti con complici rumeni ovvero con i ricettatori, manteneva i contatti con i complici italiani;
FALANGA Maddalena partecipava all’associazione provvedendo alla vendita della merce provento dei furti, ponendo incondizionatamente a disposizione del sodalizio delle autovetture a lei intestate, poi dichiarando falsamente laddove veniva sentita dalle forze di polizia di aver prestato il veicolo a non aderenti all’organizzazione;
CERVERO Giuseppe partecipava alle illecite attività del sodalizio effettuando in concorso i furti aggravati nelle abitazioni delle province di Napoli e Salerno;
PANARIELLO Aniello partecipava alle illecite attività del sodalizio effettuando in concorso agli altri esponenti i furti aggravati nelle abitazioni delle province di Napoli e Salerno;
COPPOLA Raffaele partecipava alle attività illecite del sodalizio effettuando in concorso con gli altri i furti aggravati nelle abitazioni delle province di Napoli e Salerno;
FALANGA Bruno, partecipava alle attività illecite del sodalizio provvedendo sia a porre in essere operazioni di rimessaggio della merce provento di furto, ovvero pitturazione e manutenzione, nonché provvedendo egli stesso alla vendita a terzi quindi re-immettendo sul mercato la merce di provenienza delittuosa.
CARBONE Carmine, partecipava alle attività illecite del sodalizio effettuando in concorso gli altri correi i furti aggravati nelle abitazioni delle province di Napoli e Salerno.
PISCIUTTARI Ciro partecipava alle attività illecite del sodalizio provvedendo, nel corso della notte, a ricevere, unitamente a Giovanna Fusco, le attrezzature di provenienza delittuosa trasportata nell’immediatezza dai complici di nazionalità rumena nonché collaborava con Bruno Falanga nelle operazioni di ricondizionamento della merce provento di furto;
CHIERCHIA Giuseppe partecipava alle attività illecite del sodalizio provvedendo alla vendita a terzi quindi re-immettendo sul mercato le attrezzature agricole di provenienza delittuosa;
D’ANGELO Antonio partecipava alle attività illecite del sodalizio ponendo a disposizione un deposito ubicato in via Pompei, dove stipare la merce nonché provvedendo a porre in essere operazioni di rimessaggio meccanico (ricondizionarnento) delle attrezzature agricole provento di furto per la successiva re-immissione nel mercato mediante vendita a terzi.
PADUANO Ferdinando, detto “o pellicano” nel corso delle indagini sottoposto a misura alternativa dell’affidamento terapeurico presso una comunità ubicata nel comune di Tonano Castello (CS) nonché nel corso dei permessi ottenuti partecipava alle illecite attività del sodalizio ponendo a disposizione un deposito ubicato in via Masseria Cola presso la propria abitazione, dove stipare la merce nonché provvedendo a porre in vendita le attrezzature agricole;
PADUANO Carmine partecipava alle attività illecite del sodalizio ponendo a disposizione un deposito ubicato in Via Masseria Cola presso la propria abitazione, dove stipare la merce nonché provvedendo a porte in vendita le attrezzature agricole;
MUTULIGA Nicolae Ilia, quale promotore e organizzatore, a capo del gruppo di nazionalità rumena, effettuando in concorso con gli altri esponenti della banda i furti aggravati nelle abitazioni delle province di Caserta e Avellino, manteneva egli stesso i rapporti con Mario Falanga e Giovanna Fusco;
MARCU Vasile Florin, partecipava alle attività illecite del sodalizio nel gruppo di nazionalità rumena, effettuando in concorso con gli altri i furti aggravati nelle abitazioni delle province di Caserta e Avellino;
CONSTANTINICA Sode, partecipava alle attività illecite del sodalizio, nel gruppo di nazionalità rumena, effettuando in concorso con gli altri i furti aggravati nelle abitazioni delle province di Caserta e Avellino;
TRIFAN Gabriel partecipava alle attività illecite del sodalizio quale ricettatore, nel gruppo di nazionalità rumena, ricevendo dai suoi soci parte delle attrezzature provento dei furti perpetrati nelle province di Caserta e Avellino;
SORRENTINO Ciro, partecipava alle attività illecite del sodalizio quale ricettatore, nel gruppo di nazionalità italiana, ricevendo dai suoi soci parte delle attrezzature provento dei furti perpetrati nelle province di Caserta, Salerno e Avellino.

