La vicenda dei cosiddetti “bimbi del bosco” torna al centro dell’attenzione dopo una nuova decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Proprio nel giorno in cui sarebbero dovute iniziare le perizie psicologiche sui tre bambini, i giudici hanno disposto l’allontanamento della madre e il trasferimento dei minori dalla casa famiglia dove si trovano da circa quattro mesi.
Il provvedimento ha immediatamente acceso il dibattito politico e mediatico. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulla vicenda con un messaggio sui social, criticando duramente la decisione dei magistrati. Secondo la premier, i figli non appartengono allo Stato ma ai genitori e un sistema che si sostituisce alla famiglia rischia di superare i propri limiti. Meloni ha inoltre espresso preoccupazione per il fatto che i bambini siano stati prima separati dal padre e poi dalla madre, rimanendo per mesi in una casa famiglia. La presidente del Consiglio ha definito la situazione una sequenza di decisioni che, a suo avviso, non tutelerebbero davvero l’interesse dei minori.
Il caso della famiglia che aveva scelto di vivere in modo neorurale in un bosco dell’Abruzzo è così entrato anche nel confronto politico. Dalla Lega è arrivata la richiesta di un’ispezione urgente da parte del Ministero della Giustizia, mentre il deputato Rossano Sasso, del gruppo Futuro Nazionale con Vannacci, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro Carlo Nordio e alla ministra Eugenia Roccella per chiarire i motivi del provvedimento.
L’istruttoria del Ministero della Giustizia era stata avviata già lo scorso novembre, in seguito alla decisione di sospendere la responsabilità genitoriale della coppia anglo-australiana. Al momento l’analisi riguarderebbe principalmente la documentazione disponibile, ma non è escluso che possano essere inviati ispettori presso il Tribunale dei minorenni. Nel frattempo la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, ha manifestato l’intenzione di incontrare i bambini insieme a consulenti indipendenti e ha chiesto di sospendere il trasferimento senza la presenza della madre.
Durissima la posizione dei legali della famiglia, gli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, che hanno definito l’ordinanza gravemente errata sia dal punto di vista logico sia giuridico. Secondo la difesa, il provvedimento rischia di provocare un nuovo trauma ai tre minori, che verrebbero spostati nuovamente a distanza di pochi mesi dal precedente trasferimento.
I giudici, nella loro decisione, descrivono invece la madre come una persona ostile nei confronti delle istituzioni e poco collaborativa nel dialogo con gli operatori e con il tribunale. A loro avviso, questo atteggiamento avrebbe influenzato anche i bambini, che secondo quanto riportato dalla donna si sentirebbero arrabbiati e desiderosi di tornare a vivere nella loro casa.
Critiche sono arrivate anche dallo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte nella vicenda. Lo specialista ha espresso forte preoccupazione per gli effetti che un ulteriore trasferimento potrebbe avere sui minori, sottolineando il rischio di un nuovo trauma legato al cambio di ambiente e di figure di riferimento.
La vicenda resta quindi al centro di un acceso confronto tra istituzioni, politica e operatori del settore, mentre si attendono le prossime decisioni dei tribunali sul futuro dei tre bambini e della loro famiglia.

