Milano. Nell’abitazione di Corona sono arrivati i soccorritori del 118 e gli agenti della Questura. Una volta sceso in strada, l’ex agente dei fotografi ha frantumato un vetro dell’ambulanza che lo aspettava per portarlo all’ospedale Niguarda di Milano.
Gridando “che cosa fate qui, andate via”, Corona ha cercato di sfilarsi alle braccia dei poliziotti, puntando i piedi per poi colpire il vetro dell’ambulanza e calciare vigorosamente.
La reazione dell’avvocato – “Sono allibito, questa è una pagina tristissima della Giustizia italiana”. Lo ha detto l’avvocato Ivano Chiesa, difensore di Fabrizio Corona, commentando la decisione del Tribunale di Sorveglianza di Milano che ha revocato gli arresti domiciliari all’ex agente fotografico. “In altre occasioni Fabrizio aveva sbagliato e sono stato io il primo a dirglielo. Questa volta, davvero, non c’è ragione per farlo tornare in carcere”, ha aggiunto.
Il Tribunale di sorveglianza ha revocato il differimento della pena ai domiciliari per motivi di salute legato alla dipendenza da cocaina. Corona dovrà rientrare in carcere per scontare il resto della pena che gli è stata inflitta per vari reati in diversi procedimenti penali.
Il legale ha detto che l’ex agente fotografico, «appena gliel’ho comunicato, si è ferito ai polsi». Corona ha pubblicato su Instagram un video con il volto sporco di sangue in cui se la prende con i magistrati: «Sacrificherò la mia vita per togliervi da quelle sedie». E scrive: «Adesso vi faccio vedere come si combatte. Ingiustizia. Pronto a dare la mia vita in questo Paese ingiusto».
«Quello che mi hanno fatto i magistrati è la più grande ingiustizia dal punto di vista giuridico in Europa. Sono pronto a togliermi la vita», dice
A incidere negativamente sulla posizione di Corona sono state l’attività lavorativa non autorizzata, in particolare le apparizioni in televisione, e la presenza nella sua abitazione a Milano di più persone (tra cui alcuni pregiudicati). Corona, inoltre, avrebbe lasciato la sua casa più volte senza il permesso dei magistrati. Permesso che, in alcune occasioni, era stato concesso. Questo, in sintesi, il contenuto della decisione con la quale il Tribunale di sorveglianza presieduto da Marina Corti ha revocato la detenzione domiciliare. L’8 marzo l’ultima udienza. Ora Corona potrebbe essere rinchiuso nel carcere di Bollate. Il fine pena, al netto di eventuali premi, è fissato al 20 settembre 2024.

