Eutanasia, a Torre Annunziata i ragazzi raccolgono le firme per renderla legale

Di banchetti per petizioni, propagande politiche ne incontri molti, soprattutto il sabato e la domenica, passeggiando per il corso di Torre Annunziata come di qualsiasi altra città. I promotori lo sanno che nel fine settimana si possono raccogliere maggiori adesioni per le loro battaglie. Cambiano temi e partiti, ma le facce che vediamo sono sempre le stesse, perciò tante volte facciamo il giro largo.

Domenica scorsa, però, è accaduto qualcosa di nuovo; sempre un banchetto, il solito posto, ma volti nuovi – tutti ragazzi – e un tema scottante: l’eutanasia.

L’argomento è interessante e varrebbe la pena di soffermarsi solo per questo, ma subentra anche la curiosità di capire chi sono, da dove sono usciti. E’ strano vedere dei giovani impegnati in un tema che forse, vista l’età anagrafica, dovrebbe interessare poco. La firma è doverosa, ma anche le domande.

E’ Gaia a soddisfare la nostra curiosità. Racconta che è stata proprio lei che, attraverso una storia su Instagram, ha chiesto chi fosse interessato a costituire un comitato promotore cittadino per organizzare un “banchetto” sul Referendum. I primi a raccogliere il suo appello sono stati Raffaele e Luigi, suoi amici storici anche se la frequentazione non era più assidua. Si sono ritrovati per questa occasione e alla prima riunione organizzativa si è presentato anche Roberto. Al banchetto c’erano poi Serena, Livio, Rosa e Fabio.

Sembra strano che ragazzi si occupino di una tematica che dovrebbe essere così lontana da quello che pensiamo siano le loro priorità. Ma è Gaia ancora una volta che ci apre gli occhi a una sensibilità che proviene dall’amore, anche se è per un animale domestico. Ci racconta che l’anno precedente ha dovuto sopprimere il suo cane, una scelta difficile, anche perché chi ha un animale domestico lo considera parte della famiglia, al pari di un essere umano.

Gaia, nonostante i sensi di colpa, sa che ha fatto la scelta giusta, e ci dice che questo diritto lo devono poter avere anche gli essere umani, quanto più sono le persone stesse a poter decidere per loro attraverso il biotestamento.

Raffaele invece ha vissuto in prima persona, attraverso le sofferenze di un proprio familiare, cosa significa non poter porre fine alla propria esistenza senza dover subire pene atroci; Raffaele è quello che più si è impegnato nel volantinaggio, lo si vedeva fosse particolarmente sensibile all’argomento.

Luigi studia medicina, si è trovato spesso davanti a situazioni di persone in fin di vita che erano costretti a dover prolungare la sofferenza ed è consapevole che bisogna rompere un tabù presente anche nell’ambito della professione medica.

Dovremmo ringraziare questi ragazzi, dobbiamo ringraziare tutti i ragazzi e chiedere loro scusa. Avrebbero il diritto di vivere in un mondo migliore di come lo abbiamo lasciato, ed invece sono lì in piazza a cercare di ricostruire le macerie di un egoismo che è sotto gli occhi di tutti. Un egoismo che non solo ha distrutto fisicamente le nostre città ma ha anche trasferito alle nuove generazioni indifferenza e disincanto.

Dalla “gioventù bruciata”, la nostra, può nascere “la meglio gioventù”. A Torre Annunziata è realtà, grazie a Gaia, Luigi, Raffaele, Roberto, Rosa, Livio, Fabio. Ci auguriamo che il loro impegno continui in battaglie politiche e sociali, abbiamo bisogno di aria nuova, anzi di un vento forte, un tornado che spazzi via una generazione che ha fatto tanti danni. Grazie ragazzi, siete speranza e forza.

Massimo Napolitano