Nel nostro territorio il sistema fognario fa acqua (lurida) da tutte le parti e Gori fa finta che tutto va bene. Da tre anni almeno in Penisola sorrentina c’è un’evidente perdita nel tratto di fogna che porta i liquami al depuratore di Punta Gradelle.
Ma gli esempi sono tanti, troppi. Le risorse economiche, invece, per il presidente Gori, Michele Di Natale, non ci sono.
La storia è sempre la stessa, Gori affonda nei debiti provocati dalla pessima gestione dei suoi vertici e a pagare sono sempre i cittadini: le tariffe più alte d’Italia, gli investimenti inesistenti, il servizio peggiore d’Europa. Intanto, l’Ente Idrico Campano, che dovrebbe controllare l’operato dei gestori ma è immobile dalla sua costituzione, dispensa incarichi e responsabilità ai dipendenti. Con i soldi presi dalle bollette pagate a peso d’oro dagli utenti.
L’Ente Idrico Campano ha assorbito tutto il personale in servizio presso gli ex Ato in via di scioglimento: 34 dipendenti a tempo indeterminato: 1 dirigente, 18 funzionari, 14 istruttori, 1 esecutore.
Un piccolo esercito per un ente finora immobile e senza reali attività, il cui mantenimento solo nel 2019 costerà ai cittadini oltre 6 milioni di euro. Altre risorse prese dalle bollette pagate a peso d’oro dagli utenti. Intanto l’EIC – che andrebbe ribattezzato Ente Inutile Campano – negli ultimi giorni ha dispensato un fiume di ulteriori nomine e incarichi di responsabilità a 25 dipendenti per circa 115.000 euro.
In particolare vengono istituite in via ‘provvisoria ed eccezionale’, fino al 31 marzo 2019, le seguenti posizioni organizzative: Raffaele Ricciardi (Risorse umane) 14.000 € Giuseppe Giannetti (Servizio finanziario) 12.800 € Elisabetta Pallante (Resp. amministrativo) 8.000 € Carmine Montano (Resp. Distretto Calore Irpino) 8.000 € Cinzia Ostifrate (Resp. Distretto Napoli) 8.000 € Giovanni Marcello (Resp. Distretto Sarnese Vesuviano e Caserta) 16.000 €.
Il comitato esecutivo dell’EIC è a conoscenza delle nomine effettuate dal direttore generale? Cosa ne pensano i sindaci campani? Cosa ne pensa, per esempio, il Comune di Napoli nel ritrovare in funzioni apicali funzionari che strenuamente difendono la privatizzazione del servizio idrico e su di essa hanno fatto la loro fortuna professionale?

