Una grande emozione vissuta da Rita Dalla Chiesa, la giornalista napoletana figlia del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che nel giorno del centenario della nascita di suo padre, ospite nel salotto di Domenica In dall’amica di lunga data Mara Venier, incontra gli uomini della scorta di suo padre. Una bella ed emozionante sorpresa per la giornalista napoletana che nel vedere i due uomini li ha voluti ringraziare con parole ricche di profondi sentimenti di stima e gratitudine: “È bello vedervi, voi eravate i ragazzi di papà, voi avete sacrificato tutta la vita per papà io vi devo dire grazie”. I due uomini che per 10 anni sono stati a stretto contatto tutti i giorni con il Generale Dalla Chiesa visibilmente commossi hanno raccontato diversi aneddoti della vita del generale assassinato. Mara Venier nel vedere i due uomini commossi aggiunge: “Questa commozione così forte è ovviamente perchè vedere Rita vi riporta indietro con i ricordi, è bellissimo questo momento”.
Carlo Alberto dalla Chiesa nato a Saluzzo, il 27 settembre 1920 assassinato a Palermo, il 3 settembre 1982, è stato un generale e prefetto italiano. Figlio di un generale dei Carabinieri, entrò nell’Arma durante la seconda guerra mondiale e partecipò alla Resistenza. Dopo la guerra combatté il banditismo prima in Campania e quindi in Sicilia; dopo vari periodi a Firenze, Como, Roma e Milano, tra il 1966 e il 1973 fu nuovamente in Sicilia dove, con il grado di colonnello, comandante della Legione Carabinieri di Palermo, indagò su Cosa nostra. Divenuto generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista della lotta contro le Brigate Rosse; su sua proposta venne creato il “Nucleo Speciale Antiterrorismo” attivo tra il 1974 e il 1976. Promosso generale di divisione, fu nominato nel 1978 coordinatore delle forze di polizia e degli agenti informativi per la lotta contro il terrorismo, con poteri speciali. Dal 1979 al 1981 comandò la Divisione Pastrengo a Milano; tra il 1981 e il 1982 fu vicecomandante generale dell’Arma. Nel 1982 venne nominato prefetto di Palermo con l’incarico di contrastare Cosa nostra così come aveva fatto nella lotta al terrorismo. Fu ucciso nella città siciliana pochi mesi dopo il suo insediamento nella strage di via Carini dove perirono anche la consorte Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Fu insignito di medaglia d’oro al valore civile alla memoria; la salma è attualmente tumulata nel Cimitero della Villetta, a Parma.

