Elezioni Sardegna 2019: primi dati e spoglio a rilento. Solinas in vantaggio, segue Zedda

Regionali in Sardegna i DATI IN DIRETTA. Continuano ad arrivare alla spicciolata i dati relativi allo scrutinio delle schede elettorali nelle 1840 sezioni della Sardegna. Complessivamente sulle tre sezioni scrutinate è in vantaggio Christian Solinas (centrodestra) con il 44,76%, Massimo Zedda (Centrosinistra) al 37,14% e Francesco Desogus (M5s) al 9,04. Seguono Paolo Maninchedda (PdS) 5,23%, Mauro Pili (Sardi liberi) con il 2,20% con il 2,38%, quindi, Vindice Lecis (Sinistra Sarda) con lo 0,95% e Andrea Murgia (Autodeterminazione) con lo 0,47%.

Nella prima sezione scrutinata a Sassari, dove il Comune sta pubblicando i dati sul sito istituzionale, Solinas (centrodestra) è al 36,56%, Massimo Zedda (Centrosinistra) al 23,35% e Francesco Desogus (M5s) al 26,43. Seguono Mauro Pili con Sardi liberi (2,20%) con il 2,12%, quindi Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi) 1,13%, Andrea Murgia (Autodeterminazione) 1,32% e Vindice Lecis (Sinistra Sarda).

Primi risultati elettorali da Alghero: nell’unica sezione scrutinata, secondo quanto fa sapere il Comune dal suo sito istituzionale, Christian Solinas (centrodestra) è avanti con il 55,56%. Segue Massimo Zedda (Centrosinistra) al 22,22% mentre Francesco Desogus (M5s) al 18,52%. Mauro Pili (Sardi Liberi) si ferma al 3,7%, mentre gli altri sfidanti Paolo Maninchedda (Partito dei Sardi), Andrea Murgia (Autodeterminazione) e Vindice Lecis (Sinistra Sarda) non hanno preso alcuna preferenza.

Nel Sulcis e nell’Oristanese Solinas ha ottenuto il 47,4% delle preferenze, Zedda il 34,81%, mentre Francesco Desogus di M5s l’11,85%. Ma si tratta di dati molto parziali. Secondo gli exit poll di ieri sera, il centrodestra vince ma il suo candidato, Christian Solinas, se la deve giocare al fotofinish col candidato del centrosinistra Massimo Zedda. Con M5s primo partito nei voti per le liste (si può votare con il sistema disgiunto) ma con un crollo delle preferenze, che secondo gli exit poll di ieri sera sarebbero più che dimezzate.

Diventa definitivo il dato dell’affluenza ai seggi per le regionali Sardegna. Su 1.470.401 aventi diritto si sono recati alle urne 790.709 elettori, ossia il 53,77%.

Il risultato reale delle urne, aperte per lo scrutinio fin alle 7, si farà dunque attendere: i dati, secondo quanto ha fatto sapere la Regione Sardegna della sala stampa allestita a Cagliari, saranno resi noti soltanto in modo aggregato, con una modalità predefinita. In particolare, i Comuni che hanno da una a 10 sezioni forniranno il dato al termine delle operazioni (100% delle sezioni scrutinate), quelli che hanno tra le 11 e le 30 sezioni daranno i primi risultati quando si arriverà al 50% dello scrutinio, mentre per i Comuni più grandi, come i capoluoghi e la stessa Cagliari, il dato quando si arriverà al 25% delle sezioni scrutinate.

C’è molta prudenza sui primi exit poll: Solinas, è avanti con una forbice tra il 36,5% e il 40,5% mentre Zedda viene quotato tra il 35% e il 39%. “L’effetto Zedda”, candidato forte del centrosinistra anche per l’esperienza da sindaco di Cagliari, è sottolineato anche a livello di coalizioni con il centrosinistra (quotata tra il 27 e il 31%) indietro anche di dieci punti rispetto al voto per il governatore, mentre Solinas si fermerebbe cinque punti sotto la sua coalizione (il centrodestra è dato tra il 43 e il 47%). Il candidato M5s Francesco Desogus con il suo risultato tra il 13,5% e il 17,5% farebbe poco peggio del Movimento (14,5%-18,5%) ma rischia, per gli effetti del sistema elettorale, di restare fuori dal consiglio regionale sardo.

In un clima ancora tutto di attesa, sia M5s e che Lega hanno rimarcato che nel 2014 alle regionali in Sardegna non si erano neanche presentati. In questo senso hanno valutano come positivi i rispettivi risultati: M5s tra il 14,5% e 18,5%, Lega tra il 12% e il 16%, in ‘gara’ con il Pd per il posto di secondo partito, con i Dem tra il 12,5% e il 16,5% (fermi sotto il 10% Forza Italia e sotto il 5% Fratelli d’Italia). Ma se il M5s più che dimezza rispetto alle politiche i suoi voti (un anno fa era al 42%), la Lega che i sondaggi nazionali (e il voto abruzzese) danno in grande ascesa, non sembra destinata a fare molto meglio del voto di un anno fa, quando al Senato aveva preso l’11,6% e il 10,8% alla Camera.