Elezioni. Pnrr, Pagano (Boscoreale 2.0): “Per non perderlo si imbocchi la strada della sussidiarietà e del partenariato pubblico-privato”

“Il Pnrr inizia a scontare il proprio peccato originale, quello di aver pensato nello scriverlo che la macchina amministrativa pubblica italiana, sostanzialmente da sola, sarebbe riuscita a impiegare in pochi anni le ingenti risorse attraverso un approccio dirigista e statalista, divenuto l’opzione preferenziale della maggior parte dei governi durante la pandemia”.

Lo afferma in una nota Felice Pagano, cofondatore della civica Boscoreale 2.0 che sostiene il candidato sindaco Francesco Faraone alla prossima tornata elettorale del 14 e 15 maggio.

“Benché si tratti di un piano con una dotazione superiore a quella del Piano Marshall, il Pnrr a confronto rischia di avere un impatto decisamente più marginale sull’economia italiana”, sottolinea il professionista, secondo cui “rischiamo cioè di vedere sprecata una grande occasione di rilancio per le nostre comunità, per l’Italia e per l’Europa che potrebbe minare la stessa credibilità dell’Unione europea, proprio in un momento in cui la vicende geopolitiche e i conflitti ai suoi confini richiederebbero maggiore unità e credibilità”.

“La sfida però – evidenzia Pagano – non è ancora persa e il 2023 sarà un anno cruciale. Occorre però che sia il Governo sia gli enti locali (comuni e regione) imbocchino chiaramente la strada della sussidiarietà e del partenariato pubblico-privato. Furono le forze vitali della società con il loro dinamismo a generare nel secondo dopoguerra il boom economico, la creatività e il genio di molti imprenditori grandi e piccoli e di manager illuminati. Occorre che il Pnrr faccia da stimolo affinché siano sbrigliate le migliori energie dell’autonomia privata”.

A nostro sommesso avviso la ricetta deve essere – più utilizzo del Ppp, il Partenariato pubblico-privato, nelle opere strategiche, maggior ricorso alla canalizzazione dei risparmi privati verso i nuovi investimenti, anche per andare oltre il 2026.

“Infine – conclude pagano – una più estesa e sana applicazione del principio di sussidiarietà, senza moltiplicare l’apparato burocratico e senza ritrasformare l’apparato pubblico in uno Stato assistenziale che mortifica la libera iniziativa responsabile. Auspichiamo che sia a livello centrale che nei vari enti locali, prevalga l’idea-forza della sussidiarietà fiscale. Debbono essere i contribuenti, imprese e famiglie, a destinare le loro risorse scegliendo finalità determinate ritenute anche dall’autorità pubblica prioritarie per il bene comune e quindi fruendo di detrazioni e deduzioni fiscali previste per questo, che consentano in un sol colpo di contenere la pressione fiscale e il debito pubblico coinvolgendo tutti in uno sforzo comune che valorizzi i talenti e le capacità”.