“Vedi come devi fare la fine tua sorella…fai molta attenzione”. E’ la minaccia che è giunta via social a Sandro Ruotolo candidato alla Camera nel collegio di Torre del Greco che comprende 18 Comuni dell’area vesuviana. “Territori difficili – osserva il giornalista sotto scorta – dove a distanza di cento giorni sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose due Consigli comunali quello di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata”.
“Il riferimento è a mia cugina, Silvia Ruotolo, una delle tante, troppe vittime innocenti uccise dalla camorra. Lo sapevo che prima o poi si sarebbero fatti sentire”.
Il senatore Sandro Ruotolo che a pochi mesi dalla sua elezione in parlamento e all’indomani dell’omicidio di Maurizio Cerrato da Torre Annunziata ha dato il via al Comitato di liberazione dalla camorra e dal malaffare – coerentemente con il suo passato di giornalista anticamorra – ha a più riprese denunciato le possibili ingerenze nella campagna elettorale da parte della criminalità organizzata e dal voto clientelare, ragione per la quale l’ex senatore Patriarca – padre della sua avversaria candidata per il centro destra, Annarita – è stato condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
“Le colpe dei padri non devono ricadere sui figli”, ha più volte affermato Ruotolo, ma la stessa ex sindaco di Gragnano, è stata indagata per peculato e nonostante il tribunale di Torre Annunziata avesse accertato un lungo elenco di spese personali effettuate con soldi pubblici, il processo per peculato a carico dell’attuale consigliera regionale di Forza Italia si è concluso per intervenuta prescrizione del reato, alla quale Patriarca non ha rinunciato.
“Oggi, a quattro giorni dal voto, evidentemente ci sono ambienti, personaggi che sono infastiditi dal fatto che in questa campagna elettorale continuo a parlare e denunciare la camorra. Questa minaccia via web l’ho vissuta come se fosse stato un pugno nello stomaco. Io, come sempre, nonostante le minacce – ribadisce il senatore Ruotolo – mi sento un uomo libero. E non tacerò”.
Massimo Napolitano

