Da Dolce & Gabbana a Dior, tutti vogliono le luminarie. Vincenzo Boccia di Luminart: “Settore a rischio, nessun aiuto dallo Stato”

Le luminarie artistiche sono da sempre una delle espressioni d’arte più belle. Utilizzate nelle feste di paese oggi sono oggetto del desiderio delle grandi case di moda italiane ed internazionali. Protagoniste degli eventi di Dolce & Gabbana a Napoli in occasione dei 30 anni della maison, l’arte delle luminarie è stata al centro dell’attenzione di un altro evento di moda che ha catalizzato l’attenzione mediatica di tutto il mondo: la sfilata di Dior in Piazza Duomo a Lecce organizzata dalla direttrice artistica Maria Grazia Chiuri, che ha voluto fortemente un’ambientazione da festa popolare con le bellissime luminarie ad illuminare la piazza più famosa della città. 

Come a Napoli per gli eventi di Dolce & Gabbana anche a Lecce per la sfilata di Dior del 22 luglio 2020 le luminarie hanno creato la cornice perfetta per un evento tra i più attesi, la prima grande sfilata in Italia dopo l’emergenza Covid-19. Si sa la Puglia è terra di un’antica tradizione con moltissime attività legate al mondo delle luminarie artistiche, anche se quest’antichissima arte, è da sempre caratteristica di tutto il paese soprattutto al Sud. 

Un settore che però sta vivendo un periodo di fermo, visto l’annullamento delle feste e delle sagre per via della pandemia da Covid-19. Abbiamo intervistato Vincenzo Boccia di Luminart con sede a Boscrotrecase in provincia di Napoli, uno dei più apprezzati giovani talenti dell’arte delle luminarie.  

Vincenzo come nascono le luminarie e da dove si trae ispirazione?
“Le luminarie tradizionali nascono da un’ispirazione, magari da un semplice disegno da cui prendere spunto, dal frontone di una chiesa o di un duomo ad esempio. Man mano nel tempo si sono succeduti vari stili e varie tendenze: dal classico al gotico, passando per i panneggi e per lo stile “tondeggiante”. Mi fa piacere ricordare che l’unico maestro che ha dedicato la sua intera vita a disegnare luminarie per venderle in tutta Italia è vissuto a Boscotrecase, il compianto geometra Gargiulo”.

Nel suo laboratorio create ancora le luminarie come una volta in legno o la tecnologia ha preso il sopravvento?
“Le luminarie del Sud Italia sono uniche nel loro genere proprio perché in nessuna altra parte del mondo esiste qualcosa che si può soltanto avvicinare al nostro concetto di luminarie. Quindi lungi dalle imitazioni! La vera luminaria è fatta di legno”.

Come state affrontando questo momento di fermo a causa del Covid-19?
“Per la prima volta in Italia si è costituita un’associazione a cui hanno aderito più di 300 aziende che si occupano di allestimenti di luminarie, la “ASSOCIAZIONE LUMINARIE ITALIANA” appunto. Purtroppo il settore degli eventi e delle feste patronali è stato il più martoriato dal lockdown e dalla successiva graduale apertura. Siamo di fatto l’unico settore ancora completamente fermo “con le 4 frecce”.

Ad oggi sono migliaia le persone dipendenti di aziende di luminarie in cassa integrazione o addirittura disoccupati. E la luce in fondo al tunnel è ancora lontana. Purtroppo agli occhi dello Stato il fatturato delle aziende, il tasso di occupazione nelle stesse e l’intero indotto delle feste patronali non contano nulla. Non abbiamo avuto nessun tipo di sussidio statale ne per noi aziende ne per i nostri dipendenti. Il rischio è quello di perdere una tradizione secolare, e l’obiettivo della suddetta associazione è proprio questo: ci batteremo per far restare viva la tradizione”.

Come nasce la sua passione per le luminarie?
“La mia passione per le luminarie mi è stata tramandata dalla mia famiglia: ci occupiamo di luminarie dal 1931 e con me siamo arrivati alla quarta generazione di “luminaristi”. La passione per questo lavoro è tutto ciò che mi spinge (e credo sia così per tutti i miei colleghi) a sopportare il caldo d’estate e il freddo d’inverno, il sole cocente e la pioggia, lo stress, il traffico e quant’altro. Mi porto dentro di me un vecchio aforisma che recita “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai un giorno in vita tua””.

Quanto è importante che eventi di portata internazionale utilizzino le luminarie per conservare la tradizione e soprattutto per promuoverla?
“In riferimento anche alla sfilata di modelle di “Dior” sotto la luce delle luminarie, credo che eventi di caratura internazionale beneficino molto sull’immagine delle luminarie, soprattutto perché ci si può “sbizzarrire” ancora di più se viene a mancare il rapporto intrinseco tra luminarie stesse e religiosità: con eventi del genere si può mostrare tutto il potenziale nascosto, magari con giochi di luce, accensioni a ritmo di musica come già accade da qualche anno a questa parte, ecc.

Ed ora ti svelo un segreto con un po’ di rammarico: qualche anno fa un noto esponente politico del vesuviano stava portando avanti un progetto per illuminare la fortezza sullo scoglio di Rovigliano nel tratto di mare tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia: Una serie di eventi nel periodo precedente le festività del Santo Natale sarebbero culminati con l’accensione a sorpresa delle luminarie installate proprio attorno alla fortezza! Tutto ciò avrebbe sicuramente giovato all’immagine delle luminarie, oltre allo spettacolo assicurato per i cittadini vesuviani e non. Tuttavia per un mero cavillo burocratico purtroppo saltò tutto. Morale della favola: ben vengano spettacoli di luminarie per così dire “laici”, anche se la vera, unica e per questo speciale natura degli archi in legno è intrinseco alle feste patronali religiose”

Grazie a Vincenzo Boccia, per chi volesse vedere le bellissime luminarie della Luminart di seguito il link della Pagina Facebook della Luminart napoli

Luminart Napoli