Uno dei comparti più colpiti dalla crisi economica provocata dalla pandemia da Covid e dalle restrizioni, è sicuramente quello della Cultura, in particolar modo il Teatro.
In un precedente articolo vi abbiamo raccontato il punto di vista del Direttore del Teatro Lendi Francesco Scarano. Oggi vi racontiamo il punto di vista di un’altra categoria, quella degli autori teatrali. Abbiamo intervistato Lello Marangio, umorista napoletano che da oltre 30 anni scrive testi comici per il teatro, cinema, cabaret e per la televisione. Ha scritto e scrive tutt’ora testi per numerosi artisti fra cui Peppe Iodice, Paolo Caiazzo, Lino Barbieri, I Ditelo Voi, i Teandria, Nello Iorio, Enzo Fischetti e molti altri.
Per il teatro da anni scrive commedie comiche di successo insieme a Lucio Pierri. Marangio ha partecipato come autore praticamente a tutte le principali trasmissioni televisive comiche sia regionali che nazionali a partire da Zelig, Arcizelig, Zelig Circus, Colorado, Made in Sud, Comedy Central, Telegaribaldi, Ciakkati e tante altre. Ha pubblicato diversi volumi: “Aritmie Teoriche” che raccoglie i testi di 4 delle sue commedie; nel 2017 “Nel suo piccolo anche Marangio s’incazza”, nel 2019 ha pubblicato “Al mio segnale scatenate l’infermo” Libro disabilmente comico, una sua autobiografia con il quale parla della disabilità in maniera comica e cioè da un ottica completamente diversa che è quella dell’ironia.
Un testo esilarante edito dalla Casa Editrice “Homo Scrivens” con il quale ha vinto il premio LUCIO RUFOLO per la letteratura umoristica. Nel 2020 ha pubblicato sempre per “Homo Scrivens” il suo nuovo libro dal titolo “Una Lunghissima Giornata di Merda” che sta avendo un ottimo successo di vendita sia nelle librerie che online, e con il quale Lello Marangio ha vinto il Premio Charlot per la Letteratura Umoristica per il 2020.
Lello come sta affrontando la sua categoria la crisi del teatro?
“Ci sono una serie di maestranze che lavorano dietro uno spettacolo che hanno completamente perso il lavoro, tra questi ci sono gli autori teatrali come me. Se si fermano gli spettacoli si fermano anche i diritti d’autore. La SIAE ha dato delle soluzioni ma che non hanno soddisfatto tutti. La situazione è drammatica perchè si parla di un possibile fermo fino a marzo prossimo”.
Cosa ne pensi della polemica Maurizio Costanzo Show. Il suo spettacolo con il pubblico diviso dai plexiglas e i tamponi fatti al momento?
“La soluzione adottata da Costanzo è molto dispendiosa e i piccoli teatri non possono permettersi una soluzione così costosa. Costanzo può fare questo discorso perchè andando in onda in tv ha la pubblicità e quindi un ritorno economico, cosa che in teatro è impossibile. In qualche maniera bisognerà comunque ripartire. Il Governo dovrà rivedere le aperture per ripartire anche in maniera scaglionata e graduale. C’è chi ha detto che i teatri non portano indotto economico, cosa errata perchè l’indotto economico è enorme”.
Il San Carlo di Napoli e la Scala di Milano hanno mandato in onda gli spettacoli, può essere una soluzione adottabile da altri teatri?
“Qualsiasi modo pur di essere presenti vanno bene, per non far morire il teatro. Anche se noi viviamo di emozioni che solo il pubblico in sala può darci. Il teatro deve ritornare ad essere quello che era. Oggi però tutto quello che si fa per mantenere vivo il comparto teatrale va bene”.
Sei stato autore di trasmissioni di carattere comico importati. Perchè secondo te in questo periodo dove c’è bisogno anche di leggerezza, le trasmissioni comiche sono sparite dalla tv?
“La comicità è sempre stata presente e continuerà ad esserlo. Le produzioni si sono interrotte forse per la mancanza di novità comiche. Credo ci sia in questo momento un fermo biologico dei comici. Comedy Central invece sta facendo una buona programmazione. Ci sarà anche uno spettacolo, che ho scritto con Peppe Iodice, che andrà in onda durante il periodo di Natale”.
Quanto è difficile recitare davanti ad un teatro vuoto per poi realizzare uno spettacolo da mandare in onda?
“È quasi impossibile, per recitare davanti a un teatro vuoto ci vogliono dei motivi precisi. Nessun attore ha piacere di recitare davanti a una platea senza pubblico e senza lo stimolo che il pubblico dà”.
Quanto un libro può aiutare durante la permanenza in casa?
“Il libro è assolutamente necessario, è un aiuto, una distrazione dalla realtà che ci circonda. Perdere l’arricchimento culturale sarebbe gravissimo. Io preferisco che vengano comprati nelle librerie, però visto che in questo periodo dobbiamo restare in casa anche comprarli online è una soluzione. Io in questo periodo, esempio, ho scritto una favola di Natale per bambini, dal titolo ‘Un natale senza la A’ che abbina il Natale al Covid”.
Hai scritto diversi libri ricevendo anche dei premi importanti
“Il primo libro è “Al mio segnale scatenate l’infermo” libro disabilmente comico, una sorta di autobiografia con il quale parlo della disabilità in maniera comica e cioè da un ottica completamente diversa che è quella dell’ironia. Io sono affetto da una disabilità e il fatto di abbinare l’umorismo alla disabilità facendo ridere la gente ovviamente su di me ha fatto sì che il libro ha ottenuto un ottimo successo. È un testo esilarante edito dalla Casa Editrice “Homo Scrivens” con il quale ho vinto il premio “Lucio Rufolo” per la letteratura umoristica”.
Anche in piena pandemia hai pubblicato un libro.
“Si ad aprile 2020 ho pubblicato sempre per “Homo Scrivens” un nuovo libro dal titolo “Una Lunghissima Giornata di Merda” che sta avendo un ottimo successo di vendita e con il quale ho vinto il “Premio Charlot” per la Letteratura Umoristica per il 2020. Il libro racconta vari avvenimenti per i quali una persona può definire una giornata con l’esclamazione che poi è il titolo del mio libro”
Dove trovi l’ispirazione?
“In primis bisogna avere una certa attitudine ed essere predisposti alla scrittura, devo prima avere in testa un percorso tracciato. L’ispirazione può venire in qualsiasi momento, oppure può scattare grazie a un titolo o da una situazione particolare che uno vive. Io per esempio sono rimasto bloccato nel traffico della galleria della tangenziale di Napoli per circa un’ora e mezza e pensai che quella per me poteva essere una lunghissima giornata di merda”.
Prendendo spunto dai titoli dei tuoi libri, quale giornata della tua vita è stata veramente di “merda” e a chi diresti cambiando il titolo: “scatenate l’inferno”?
“La giornata peggiore di tutta la mia vita è stata quando è morta mia madre, era molto giovane aveva solo cinquantatré anni. Mentre urlerei ‘scatenate l’inferno’ ai miei figli, vorrei che loro fossero sempre scatenati nei confronti della vita. Io sono disabile, loro fortunatamente no. Vorrei dirgli scatenatevi anche più di me e non fermatevi davanti alle contrarietà e davanti ai problemi della vita”.
Un libro edito che avresti voluto scrivere tu?
“Sicuramente ‘Caos Calmo’ di Sandro Veronesi, quello è un libro che avrei voluto scrivere”.
Uno spettacolo che vorresti scrivere?
“Vorrei mettere in scena la mia autobiografia “Al mio segnale scatenate l’infermo”, c’è un attore che vuole metterlo in scena.
Progetti futuri?
“Ho appena finito di scrivere il terzo libro che sarà pubblicato il prossimo anno sempre per la casa editrice “Homo Scrivens”.

