Coronavirus, Cgil e Uil Fpl scrivono all’ospedale di Nola: “Sicurezza e tutela per gli operatori. Screening a tutti”

Arrivano richieste urgenti dalla Cgil e dalla Uil Fpl, rivolte precisamente attraverso una lettera al Polo Ospedaliero di Nola. A seguito infatti della notizia della positività al coronavirus di alcuni operatori sanitari del nosocomio, nella lettera si richiede principalmente di procedere allo screening di tutti i lavoratori che hanno avuto contatti con i casi positivi riscontrati e di effettuare una disinfezione dei vari locali dell’ospedale.

Ma le richieste non si fermano qui. Una delle problematiche più grandi, che non riguarda soltanto il P.O. di Nola, ma gran parte degli ospedali d’Italia: la mancanza dei dispositivi di protezione individuale finalizzati ad evitare che gli stessi operatori sanitari diventino veicoli di contagio. In particolar modo si evince dalla lettera: “Pur riconoscendo la difficoltà a reperire i dispositivi di protezione individuali non è più possibile mandare allo sbaraglio il personale preposto alle attività emergenziali, riassumendo occorre:
1. dispositivi di sicurezza completi e di qualità (in quelli consegnati mancava il caschetto protettivo e le tute non sono resistenti e idrorepellenti). Riflettiamo sul fatto che i dispositivi non sono integri ma vengono assemblati dalla Direzione Sanitaria o dai referenti preposti, con quale sicurezza?;
2. questa situazione porta il lavoratore ad autodenunciarsi presso la Direzione Sanitaria di Presidio, chiedendo solo di lavorare in sicurezza, al momento senza nessun riscontro, creando ulteriore stress psico-fisico a un personale già logorato dalla difficile situazione;
3. locali e percorsi idonei per la vestizione e svestizione, ecc.;
4. trasferimento pazienti con ambulanza ad alto biocontenimento, come già avviene nel caso di trasferimenti all’ospedale Cotugno, (perché al covid hospital si impiega l’ambulanza dell’ASL NAPOLI 3SUD e al Cotugno viene utilizzata l’ambulanza humanitas?);
5. richiesta di una ambulanza dedicata ai trasferimenti”.

La richieste sono volte a tutelare la salute dei lavoratori e degli operatori sanitari, sempre in prima linea e disposti a tutto pur di sconfiggere il virus, ma che necessitano assolutamente delle armi per combattere questa guerra e soprattutto per difendere se stessi e le loro famiglie.

Dario Gargiulo