La risposta definitiva arriva solo dai risultati dell’esame sul secondo campione ricavato dal tampone orale di Chiara Poggi, raccolto con una garza e riesaminato dopo 18 anni nell’ambito dell’incidente probatorio disposto dalla Procura di Pavia. L’indagine, che vede Andrea Sempio accusato d’omicidio in concorso, ha riaperto vecchi interrogativi: Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima, sta ultimando la pena di 16 anni per l’omicidio.
Nel frattempo, il Garante della privacy ha disposto, d’urgenza, il blocco della vendita del video dell’autopsia di Chiara. I risultati provvisori comunicati dalla genetista Denise Albani al termine della prima fase di analisi mostrano due distinti profili di cromosoma Y non compatibili né con Sempio né con Stasi.
La prima sessione ha riguardato cinque campioni: tre inservibili, mentre gli altri due hanno fornito profili maschili significativi. Uno è compatibile al 70–80% con Ernesto Gabriele Ferrari, ex assistente del medico legale Ballardini responsabile dell’autopsia. L’altro, prelevato da palato e lingua, ha evidenziato un’elevata concentrazione di DNA, offrendo un profilo completo e “robusto”, ma senza alcuna corrispondenza nota.
Per considerare attendibili questi dati, è necessaria una seconda estrazione che fornisca conferma. Solo allora potrà iniziare il confronto su larga scala tra i profili maschili e i nomi di tutte le persone entrate in contatto con la casa di Chiara o con il suo corpo. Una verifica che comprende, per esempio, i tecnici del Ris di Parma.
In gioco c’è l’interpretazione del DNA trovato: una possibile contaminazione ambientale o, secondo altre ipotesi, l’impronta lasciata dal vero omicida — magari nell’atto disperato di chiudere la bocca a Chiara o come conseguenza di un morso ricevuto nel tentativo di difesa.
Tra gli esami chiave in programma dopo l’estate c’è quello sui residui sotto le unghie di Chiara, dove uno dei profili è già stato associato con Sempio e l’altro, ancora senza nome, non corrisponde a nessuno dei campioni prelevati fino ad ora. Se gli esiti finali confermeranno i risultati preliminari e verrà esclusa una contaminazione, si prospetta che sulla scena del crimine fossero presenti non una, ma due persone diverse, mai identificate prima.

