“Chiacchiere e nuvole” – Puntata n. 8 – Elezioni senza soste: verso le “regionali” 2020

Non c’è pace tra gli ulivi… Ammesso che gli ulivi esistano ancora, nel loro significato simbolico. Per prendere atto della realtà, basterebbe, invero, fare un pensierino, di sfuggita, all’infelice trovata di Romano Prodi, che fu il partito delle lacerazioni, altro che ulivisti, amanti della pace… Anche per rappresentare il paradosso, che eternamente e perennemente incombe sulla politica italiana: mascherare a tal segno qualsiasi aspetto, da rovesciarne addirittura l’essenza. In ogni caso, non c’è tregua. Non c’è respiro, ad accrescere l’ansia infinita degli anti-salviniani, quelli che accusano il nuovo Matteo di propaganda continua. E come potrebbe agire altrimenti, se non per suicidarsi? Elezioni no-limits, in Italia. Senza sosta. Incessanti. Travolgenti. Senza pausa, senza menopausa e senza andropausa. Senza… niente. Elezioni e basta. Ritmi rock, anzi super-rock.

Già affiorano le prime boutade sulle regionali

Non s’è nemmeno spenta l’eco delle europee del 26 maggio scorso, che, ecco, sono già spuntate le prime sparate, i primi fuochi d’artificio (taluni un po’ miserelli, altri fatui, altri di paglia) sulle regionali del 2020. Ed allora, diamola subito, un’occhiata al panorama che si prospetta e profila ai nostri occhi.

A cominciare dalla Sanità, l’autentico banco di prova, in vista delle regionali 2020. È infatti questo, l’aspetto più indecoroso ed indigeribile di tutta la vicenda amministrativo-politica nella nostra regione. Sembrerebbe quasi che il governatore De Luca, un tantino alla sceriffo, ci giochi, con i cosiddetti “tetti di spesa”.

 Con i fondi esauriti. Ma non i fondi per l’attività ludica. Non quelli per il teatro (Verdi, ad esempio). Non quelli per i contributi per le luminarie natalizie, a Salerno. No: quelli per la Sanità. Per la sopravvivenza. Per la vita. Fa venire la voglia, questa situazione kafkiana, di sovrana iniquità, di ritornare alla Sanità tutta pubblica, senza nessuna manina dei privati. E De Luca, imperterrito, va avanti. Senza accorgersi di andare indietro. Di arretrare. Di perdere credibilità, quel residuo, quella quota superstite, che ancora gli si vuole riconoscere.

Il “monitoraggio trimestrale” della spesa

A ben motivata ragione, gli osservatori neutrali ce l’hanno col “monitoraggio trimestrale della spesa”, la geometrica genialità della Regione Campania: una trovata che propizia la giustificazione a dichiarare lo stato di crisi ad ogni trimestre. Con una sostanziale riduzione del servizio sanitario da dodici a otto / nove mesi. E grazie al piffero, che i costi si riducano. Forse, se (che Iddio non lo consenta mai) si abbandonassero al loro destino tutti i pazienti, tutti i degenti, tutti gli utenti (da quelli, pochi, che scoppiano di salute a quelli, sempre più numerosi, che addirittura si rassegnano a non curarsi, per mancanza non di senso di responsabilità, ma di soldi…), si potrebbe essere ancora più virtuosi, in senso di risparmio assicurato.

La distribuzione disequilibrata delle risorse

Un’altra critica pungente è quella sulla distribuzione sperequata delle risorse alle varie Asl. Indovinate a favore di quale, tra tutte le Aziende sanitarie locali della Campania… Non a caso, proprio questo specifico dettaglio (che non è mica un piccolo particolare, alla Giusi Ferreri) è stato inquadrato nel mirino della Corte dei Conti. La quale, però, a tutt’oggi, nonostante i suoi reiterati conati e tentativi di ghermire ’o governatore, non l’ha neppure scalfito, né lambito… Il che lascia pensare, e davvero tanto.

Innanzitutto su questo punto, si giocheranno le elezioni

Se esistesse un capace programmatore, in grado di affrontare di petto la questione della Sanità campana e di condurla a soluzione, gradualmente avvicinandosi alla meta definitiva della soddisfazione assoluta dell’utenza,  quel qualcunoavrebbe già le elezioni regionali in tasca. Un esempio: se Salvini riuscisse a trasferire a Napoli le eccellenze organizzative della Sanità lombarda (magari, ma sarebbe davvero un Paradiso, perfino depurata dalle patologie di corruzione, che dominano anche quel quadro lusinghiero), con una managerialità che in Campania, finora, ha latitato, compirebbe un formidabile passo avanti. Un passo da gigante…

Era solo uno stuzzichino…

Questo odierno è stato una sorta di prologo. Di introduzione. Alla panoramica sulle prossime regionali. Che sono più prossime di quel che si possa immaginare. Anche perché, non lo si trascuri, potrebbero perfino essere anticipate dalle elezioni politiche. Ovviamente, nell’ipotesi di intervenuta follia dei Cinque Stelle, o della Lega. Ma tempo al tempo. Per ora, proseguiamo nell’analisi delle regionali 2020. Questo, della Sanità, come si faceva cenno, è un argomento che terrà banco e che sarà decisivo, nelle urne. E allora, diciamolo alto e forte: De Luca ha fallito. Ha voluto fare troppo.

Ed ha, puntualmente, mancato l’obiettivo… La pagherà. Sullo sfascio della Sanità in Campania, De Luca perde quasi ogni sua chance. Nel frattempo, però, la stanno pagando a carissimo prezzo i cittadini. Che scontano la deluchiana arroganza del potere. La sua insaziabilità di potestà, affastellate disordinatamente e disorganicamente l’una sopra l’altra. Certo, la gente è disperata. C’è chi rinuncia a curarsi. Per sempre. Fino a spegnersi.

C’è chi rinvia accertamenti diagnostici essenziali, salvavita, per non pagare soldi che non ha. Dei quali non può, umanamente, disporre. Ed, intanto, De Luca furoreggia, impazza, addirittura colpevolizza i giornalisti. Come ha già fatto e come Chiacchioere e nuvole ha già stigmatizzato. Con parole, riteniamo, chiare. Ma le parole chiare, quando non sono melodia, alle orecchie di De Luca non arrivano… Quando gli fa comodo, sa perfino distrarsi, ’o governatore.

La prossima puntata di “Chiacchiere e nuvole” sarà on line, su ERREEMME NEWS.it, domenica 9 giugno.

Queste son situazioni di contrabbando…

Chiacchiere e nuvole…

La faccia tosta d’ ’a politica…

Il vento gonfia ogni polemica…

Che voglia di piangere ho!