Mentre i Gianrico Caoriflio e tutti gli elitaristi (ossia, i seguaci delle elite) si leccano, attoniti ed increduli, le ferite inferte loro dalla Lega di Salvini (ma sono ulcere un tantino difficili da rimarginare), mentre i sondaggisti superficiali, o in malafede, ripongono ed accantonano gli arnesi del mestiere, confidando in tempi migliori, è venuto il momento per disamine e per una pur sintetica analisi, in particolare sui campani eletti al Parlamento europeo, il 26 maggio 2019. Con qualche considerazione aggiuntiva.
Franco Roberti primo degli eletti al Sud
Il nome che risuona sulla bocca di tutti gli osservatori ed opinionisti politici è, senza dubbio, quello di Franco Roberti, del Partito Democratico. Che è stato il più votato, di gran lunga primo tra i candidati campani, ma anche in assoluto, nell’ambito della circoscrizione meridionale. Ma il nome di cui si parla e che viene accreditato di potenzialità in prospettiva è quello di Valentino Grant (Lega), di Casagiove, Comune che si interseca con il territorio di Caserta. Presidente della Banca di Credito Cooperativo, nonché componente il consiglio d’amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, ovviamente in quota Lega, Grant viene considerato una sorta di stella nascente. Il punto è che Roberti ha potenzialità significative per un ruolo istituzionale, anche importante, in seno all’Unione Europea.
Ma ha settantun anni ed è “in quota Enzo De Luca”
Ma ha anche settantun anni e mezzo e non vanta alcuna esperienza politica, avendo vissuto una vita intera in seno alla Magistratura. Grant, invece, ha solo cinquantacinque anni, compiuti da un mese. Senza contare che Roberti è un uomo in quota De Luca, ossia un magistrato prestato alla politica, giudicato, però, condizionato dal doppio filo che lo lega all’attuale governatore della Campania. Su Grant, ritorneremo a breve.
La Vuolo e Sofo
Il vento che gonfia le vele ha condotto al Parlamento europeo la salernitana Lucia Vuolo, una sconosciuta, con qualche esperienza di poco rilievo nelle segreterie politiche locali. Ex missima, ex di Alleanza Nazionale ed ex del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, la Vuolo deve ringraziare il suo intuito, che la indusse ad un passaggio tempestivo, nel 2014, quale attivista di Noi con Salvini e, successivamente, della Lega. Sia come sia, il suo trasferimento, armi e bagagli, alla Lega, ha rappresentato, per la salernitana di Baronissi, una sorta di Eldorado. Infine, dando per scontata (e lo è) la rinuncia di Salvini, che opterà per rappresentare altra circoscrizione, rappresenterà la Lega anche Vincenzo Sofo, il compagno di Marion Le Pen, la nipotina di Marine.
I grillini
Nel Movimento Cinque Stelle la più votata è stata Maria Chiara Gemma, pugliese, professore associato in didattica e pedagogia speciale presso l’Università di Bari Aldo Moro, dove è stata delegata dal rettore alle politiche sociali e alla didattica per gli studenti disabili. Dalla stessa Puglia proviene un nuovo europarlamentare dei Cinque Stelle, il foggiano Mario Furore, trentenne, laureato in legge, a differenza di molti, tra i suoi capi. La sua unica esperienza lavorativa è stata la collaborazione con un consigliere regionale pugliese, Rosa Barone. Per il resto, Furore è solito vantare la sua attività di volontariato in seno al Movimento. Ed eccoci ad un un abruzzese: il relativamente giovane (quarantaquattro anni) Gianluca Ranieri, ex consigliere regionale. Positiva anche Isabella Adinolfi, giovane salernitana, riconfermata a Bruxelles. Completano il quadro dei Cinque Stelle eletti Pierluigi Pedicini, Rosa Ferrara e Laura D’Amato.
Il PD
Il Partito Democratico, oltre a Roberti, che ha configurato il valore in più, ha trainato a Bruxelles l’uscente Andrea Cozzolino e l’ex sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino. Quest’ultimo s’è visto, per qualche tempo, tarpare le ali da un incredibile errore giudiziario, che l’ha bloccato per anni. Inquisito, con la gravissima accusa di aver intascato mazzette per appalti pubblici, finalizzati alla metanizzazione dell’isola, nel 2018 è stato assolto da ogni accusa. Infine, Pina Picierno dovrebbe essere riuscita, sia pure con qualche affanno, ad approdare al Parlamento europeo.
Forza Italia e Fratelli d’Italia
Confermato Aldo Patriciello, l’opzione di Berlusconi per altro collegio proietterebbe a Bruxelles Fulvio Martusciello. Infine, Fratelli d’Itali, il partito di Giorgia Meloni, dovrebbe mandare al Parlamento europeo Raffaele Fitto (previa rinuncia della Meloni).
Mastella non si sazia e si candida alle regionali
“Un piano per rilanciare le aree interne””, dichiara Mastella, che si proclama seriamente preoccupato per il fenomeno del calo demografico, per l’appunto, delle aree interne. L’insaziabile Mastella, da questa valutazione preliminare, fa discendere l’esigenza, per sé stesso, di candidarsi a presidente della regione Campania. È lo sbocco che molti osservatori riservano anche al predetto Grant. Che è un economista di solida esperienza, sufficientemente “giovane”, al cospetto dei settantadue anni del sannita Mastella. Il grande vantaggio è, per Grant, quello della novità, oltre che quello della solida competenza in campo economico. In ogni caso, la battaglia per le prossime regionali s’è appena aperta. Finalmente, con qualche nome nuovo e non con quelli, ormai ritriti, che appartengono solo al passato…
La prossima puntata di “Chiacchiere e nuvole” sarà on line, su ERREEMME NEWS.it, giovedì 6 giugno.
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