“Chiacchiere e nuvole” – Puntata n. 41 – Dopo le (stiracchiate) delizie, iniziano le croci, per il Governo giallorosso…

Mentre Luigino Di Paio (un par de guai) si dibatte e sbraccia, per disinnescare la bomba del dissenso interno, Berlusconi inietta veleno nella cosiddetta coalizione di centrodestra. Quella che gli elettori vogliono con tutte le loro forze (e, dunque, il Berlusca non ha il coraggio di staccare la spina), ma che Silvio e il suo codazzo di parlamentari semi-spenti (Tajani) e le “fedelissime”, sempre più agitate ed incerte, sarebbero sempre di più tentati  di mandare al diavolo. Li incita (Berlusconi, Tajani e le girl) il nuovo partito di Renzi, non a caso rimodulato, quantomeno nella denominazione (Italia viva, ossia una sorta di Viva l’Italia rovesciata), per compiacere (non costa nulla, al tosco…) Berlusconi. Li frenano i sondaggi, che danno forza / debolezza Italia sempre di più su una malinconica china calante…

L’ultima: sul fascismo (e ti pareva)

Per provocare Salvini (che, sotto sotto, gli fa venire l’orticaria), Berlusconi ha evocato lo spettro del fascismo. Che egli sdoganò, è verissimo. Ma nella notte dei tempi. Quando il poi traditore Gianfranco Fini si candidò a sindaco di Roma, perdendo nella singolar tenzone contro Francesco Rutelli, ma solo perché intervenne, in forze e di prepotenza, il Vaticano… Un Vaticano sconcertante: che affiancava e sosteneva un pannelliano…

 

La politica non può ridursi alle rivendicazioni

Ci sono due aspetti, nella “narrazione” di Berlusconi, come la definirebbe il tosco dispittoso, Matteo Renzi, che la dicono lunga, sulla crisi irreversibile di debolezza Italia. Il primo è la rivendicazione della discesa in campo del 1994. Spiace dover rammentare a un politico anziano che chi si riduca a rimpiangere il passato e prediliga ritornarci su, anziché puntare a suscitare entusiasmi in prospettiva, non ha futuro. Il secondo è ancora più ammuffito: l’evocazione dello spettro del fascismo. Ci si rifletta solo un attimo: son trascorsi poco meno di tre quarti di secolo, dal giorno in cui l’Italia voltò pagina. Salvini ha, dunque, gioco facile, nel ribattere a Berlusconi: “Parlare di fascismo non ha senso”. Il problema dello spompatissimo Silvio è che non riesce neppure più (da tempo) a governare i suoi figli, ansiosi per la sorte delle aziende di famiglia.

 

Italia, o Mediaset?

Ma può, l’Italia, essere eternamente legata a fil doppio a Mediaset, ai conflittuali rapporti di Mediaset con i francesi di Vivendi, ai problemi potenziali con il “poterista” Macron, tutore di Vivendi? Tutti dettagliucci, che sono, poi, quelli che suggeriscono ad un Berlusconi (che pure, nel profondo del suo intimo,  non sopporta l’Unione Europea) di farle tanti inchini, salamelecchi e carinerie… Ci risiamo, come sempre, col conflitto d’interessi… Un nodo che, come tutti quelli che sbocciano e fioriscono nel nostro Paese, sono destinati a determinare polemiche imperiture. Nella migliore delle ipotesi, pluridecennali. Nella peggiore, secolari…

 

Salvini scudiscia l’infido “alleato”

Il Matteo del Nord, che è proprio il tipino che non le manda a dire, ha preso subito la palla al balzo ed ha replicato a Silvio: “Berlusconi lasci che parlino di fascismo quelli del PD, Saviano e Gad Lerner”. Come a dire: attenzione, il Berlusca si sta affiancando ai nostri peggiori nemici… Per, poi, ribadire il suo felicissimo leitmotiv: “Ci sono partiti a favore degli italiani e partiti contro gli italiani, telecomandati dall’estero. Chi si allea con la Lega, deve avere ben chiaro questo: prima gli italiani!”.

 

Fratelli d’Italia si stizzisce

Dal partito di Giorgia Meloni, in crescita nei sondaggi, ha risposto Stefano Maullu, mettendo i puntini su alcune “i” essenziali: “Le dichiarazioni di Berlusconi fanno tristezza… S’è accodato alla sinistra più becera ed ottusa, quella che ha sempre combattuto… Il panorama politico sta cambiando. Giorgia Meloni ha creato un grande movimento interclassista, che difende gli interessi nazionali nel mondo globale: una destra moderna, aperta, matura, che guarda al futuro e non al passato” Francesco Storace ha scelto la provocazione: “Ricordo di aver sfogliato, anni fa, nel suo studio a palazzo Grazioli, un bellissimo libro sul duce”.

 

Il disagio del Berlusca

La decifrazione di tutte queste dichiarazioni disagiate, imbarazzate, nostalgiche ed anti-nostalgiche, che si intrecciano, appare sufficientemente chiara: Berlusconi vorrebbe staccarsi, ma non può. Vorrebbe marciare (si fa per dire, visti gli affanni dell’età) di pari passo, o almeno in tandem, col suo antico pupillo Renzi, col quale ha un feeling infinitamente superiore a quello, inesistente, con Salvini. Ma sa che il suo zoccolo duro non glielo perdonerebbe. Tajani e le girl lo tirano per la giacca, ma Silvio è costretto, suo malgrado, a bloccarsi, al pensiero delle tante Regioni, governate insieme con i sovranisti…  Prima o poi, però, come abbiamo già puntualizzato più volte, il big bang ci sarà. E ne verrà fuori, di prepotenza, quel riposizionamento generale. Gli elettori saranno sempre quelli. Ma si frazioneranno, per poi ricomporsi. Chi con Renzi, chi con la Lega, chi con i 5 Stelle, chi con Fratelli d’Italia. La minoranza, gli ultimi Mohicani (magari, in attesa del Renzusconi), con debolezza Italia…

Zingaretti: parole diversive, per distrarre dal rebus IVA

Il povero Zingaretti, sempre più sopravanzato dai suoi e dal machiavellico Renzi, spara frasi ad effetto, che non colpiscono più nessuno, sui 50 miliardi di investimenti in “X” anni. Auguri! Nel frattempo, però, molto più prosaicamente e concretamente, entro lunedì bisognerà trovare la quadra sulla manovra finanziaria. Primo obiettivo: l’IVA. L’imposta che agita sonni e… sveglie del nuovo governo. Nonostante gli 11 miliardi di flessibilità, che proverranno, se così sarà (ma non di certo regalati) da Mamma Europa. Una somma generosissima, che si dà per scontata e per cosa fatta. Poi, solo poi, si vedrà a quale prezzo. Ad esempio, ma solo per esempio, ricordate Renzi, la flessibilità e gli sbarchi no-limits dei migranti? Ricordate lo smascheramento del bluff, ad opera di Emma Bonino? Quella confessione della Bonino è costata milioni di voti, al tosco… Domani, dunque, il governo sarà alle prese con gli interventi pro famiglie, con le rivendicazioni della pubblica amministrazione sui contratti, con l’IVA, con la politica espansiva. Coraggio…

 

In tutto questo, i mal di pancia grillini

Il furbissimo Luigino Di Maio si agita, per scrollarsi di dosso il nuovo slogan, Di Guaio, che inizia ad ossessionarlo. Ma non s’è ancora sbollito, quel suo nuovo cognome, che già ne abbiamo sfornato un altro: Di Paio. Un par de forni, democristianamente. Un par de partiti. Un par de tutto. E, nel bel centro di tutto questo po’ po’ di problemacci, si staglia Giuseppe Conte, il premier mai votato. Che, come tutti quelli mai suffragati dal popolo, è intimamente persuaso che la sua personale percentuale di voti sarebbe, come minimo, a doppia cifra… Memento Mario Monti ed Elsa Fornero… Ma non c’è nulla da fare: il pugliese, ormai, non lo ferma, né frena, più nessuno. Impazza, imperversa, straripa, con quella sua voce nasale, da levantino che ha risciacquato i panni in Arno. Ma guarda un po’, proprio nella Firenze di quel Matteo Renzi, del quale Conte ha confessato d’essere stato un fan…

 

Tra tanti bluff, prima o poi ci sarà un “vedo”

Un nodo fatale, da sciogliere quanto prima, a meno che non venga incapsulato (ma pare proprio difficile), è poi quello dei 70 dissidenti, o scissionisti. Quelli che… non hanno, in buona sostanza, digerito il patto con il PD. Perché non è mica facile, divertirsi al tiro al bersaglio contro Renzi, la Boschi, i boschian-renziani, i Luca Lotti. Non è mica esercizio comodo, insistere per anni. Per poi, all’improvviso, contrordine, grillini! Affonda il coltello, nella piaga purulenta di codesta indigeribilità, il solito, efficace comunicatore (piaccia o non piaccia) Matteo Salvini: “Mettetevi nei panni dei 5 Stelle. Stanno vivendo quel che vivrei io, se mi si chiedesse di allearmi con Renzi e la Boschi, dopo anni di reciproci attacchi. C’è un limite…”. Di Maio / Di Paio ha replicato da par suo: “Ho detto a tutti di registrare le conversazioni, se qualche leghista viene a fare delle avances… Questi comportamenti non sono solo deplorevoli, ma mi fanno anche un po’ pena”. La tensione inizia a vibrare forte…

 

Intanto, Casaleggio…

Un altro capitolo, che minaccia tuoni, fulmini e saette, s’è verificato con Davide Casaleggio. Che, tomo tomo, cacchio cacchio, si presenterà, martedì primo ottobre, all’ONU, al mitico Palazzo di vetro, per parlare della piattaforma Rousseau. Proprio quella che ha messo in profondo imbarazzo (disinvoltamente, però, superato) il presidente Mattarella, in quanto evocata, dalle parti dei grillini, come un qualcosa al di sopra della democrazia parlamentare. Mentre i costituzionalisti si girano dall’altra parte, lo spigliato Casaleggio junior non tituba, non tergiversa, non indugia… E il PD è costretto a far finta di niente, ad abbozzare. Una figuraccia, tanto più che l’intervento di Casaleggio è previsto proprio nel cuore di un evento promosso dal governo italiano, mica da Beppe Grillo, mica da qualche privato…  Nel frattempo, hanno aperto bocca i renziani (e ti pareva…), rapidi di riflessi, pronti a ghermire la preda della polemica, potenzialmente esplosiva. Ha parlato la Meloni. Ha bisbigliato Gasparri, ma non gli dà retta nessuno. Certo, però, questi grillini sono proprio impagabili, con quel Casaleggio presidente della piattaforma Rousseau… Per disinnescare la bomba delle polemiche italiche, se ne vanno a concionare al Palazzo di vetro. Quello che, un dì, avrebbero scudisciato come il simbolo della globalizzazione. Be’, se non ci fossero, ci si guarderebbe bene, dall’inventarli, i grillini. Se lo facesse un forzista, o un DEM (non ne parliamo proprio, se si azzardasse un Salvini), quel che si permettono di fare loro, i pentastellati, i nemici attaccherebbero bottoni e brighe all’infinito. Invece, tutto va ben, Madama la Marchesa… Incluso il Conte “conteso” (tra Renzi, Zingaretti ed i grillini)…

 

Ma dovranno vedersela innanzitutto fra di loro

I novelli qualunquisti, però, dovranno vedersela innanzitutto in famiglia. Una famiglia scombiccherata, sempre di più. Basta, per crederci, divertirsi a gustarsi il video del senatore Gianluigi Paragone del M5S (almeno per ora). Il senatore, addirittura, ha cantato, a mo’ di parabola evangelica, la deliziosa canzone metafora di Edoardo Bennato, dichiaratamente composta proprio contro i politici che prendono in giro il popolo. Alla fine, Paragone (che ha anche una voce intonata) ha chiosato: “Il Movimento rischia di fare la fine del topolino, tra il gatto e la volpe…”. Renzo Arbore avrebbe aggiunto: “Meditate, gente, meditate…”.

 

La quarantaduesima puntata di “Chiacchiere e nuvole” sarà on line, su ERREEMME NEWS.it, giovedì 3 ottobre.