Chi è Kamala Harris, la vicepresidente degli USA di Joe Biden

Kamala Harris è la vicepresidente degli Stati Uniti d’America di Joe Biden. Senatrice della California, prima afroamericana nominata al ruolo di vice per il candidato democratico alle elezioni USA, oggi 46° presedente USA.

La notizia della candidatura della Harris appena fu ufficializzata, fu molto importante, e riportò i riflettori sulle elezioni Usa 2020, alle quali i Democratici hanno puntato molto, considerando il momento politico.

Da tempo, in qualità di candidato dem alla Casa Bianca Biden aveva palesato la volontà di scegliere una donna di spicco come suo vice, tanto che era circolato addirittura il nome di Michelle Obama.

La Harris è stata subito sostenuta proprio dall’ex presidente democratico, che l’ha definita la partner giusta per la vittoria di Joe Biden. La donna ha una carriera politica di tutto rispetto e rappresenta la linea più progressista del partito, grazie alle sue idee e alle sue lotte politiche.

Chi è Kamala Harris

Nome: Kamala Devi Harris
Data di nascita: 20 ottobre 1964
Luogo: Oakland, California (Stati Uniti)
Famiglia: padre originario della Giamaica e madre dell’India, è sposata con l’avvocato Douglas Emhoff e non ha figli
Istruzione: studi a Howard e laurea in Legge presso l’Università di San Francisco
Partito: Partito Democratico
Ruolo: senatrice della California eletta nel 2017
Lavoro: è stata procuratore generale di San Francisco e poi Attorney general della California, prima donna a ricoprire tale incarico
Curiosità: sua sorella Maya Harris è una famosa analista politica

La carriera politica

Kamala Harris di certo non spaventano le competizioni elettorali. La Harris per diventare nel 2003 procuratore generale di San Francisco riuscì a sconfiggere l’allora procuratore in carica. Rieletta nel 2007, tre anni più tardi vince la competizione anche per il ruolo di Attorney general (la pubblica accusa) della California bissando il successo anche nel 2014. Quando nel 2016 decide di candidarsi per il Senato degli Stati Uniti, prima vince le primarie interne al Partito Democratico e poi ottiene uno dei due seggi attribuiti alla California superando la sfidante Repubblicana con il 62,5% dei voti. Come posizioni politiche spesso è stata accostata all’ala più progressista del Partito Democratico. Favorevole al piano di assistenza sanitaria gratuita per tutti gli americani, ai diritti della comunità LGBT e al ban per la vendita delle armi d’assalto, come altri esponenti dem rifiuta donazioni provenienti dalle grandi corporation.

Kamala Harris il 21 gennaio 2019 annuncia la sua intenzione a prendere parte alle primarie del Partito Democratico per la scelta del candidato presidente da opporre al repubblicano Donald Trump. Appena viene ufficializzata la sua candidatura, in un solo giorno riesce a raccogliere donazioni a sostegno della sua campagna pari a 1,5 milioni di dollari, polverizzando il record che era stato dell’altro dem Bernie Sanders. I suoi primi dibattiti televisivi sono convincenti, tanto che un sondaggio della CNN del 30 giugno la indica al secondo posto dietro al favorito Joe Biden e non molto distante dall’ex vicepresidente. Decide, però, di ritirarsi per appoggiare proprio Biden. Ora è di nuovo in piena campagna elettorale come vicepresidente.

Kamala Harris nominata vicepresidente da Joe Biden

La decisione di Joe Biden di avere una vicepresidente donna afroamericana, determinata, pragmatica e con idee più progressiste è considerata vincente per Barack Obama. L’ex presidente democratico ha annunciato: “Ha trascorso la sua carriera a difendere la Costituzione. E’ una bella giornata per il nostro paese. Ora vinciamo”. D’altronde, l’intenzione di Biden era sin dall’inizio quella di scegliere una donna di spicco, con una personalità politica forte. Le parole del candidato dem sono state di grande elogio per la senatrice, definita: “intelligente, tosta e pronta per essere leader”.