Champions, Barcellona-Napoli 3-1. Bene gli azzurri, ma ai quarti passano gli spagnoli

Ritorno degli ottavi di Champions, Barcellona-Napoli 3-1. 

3-1 fine pt: Lenglet al 10′, Messi 23′, Suarez 46′ (r), Insigne 50′ (r). Palo di Mertens al 2′, poi la gara gira.
3-1: 50′ pt Insigne dal dischetto spiazza Ter Stegen e accorcia. Rigore concesso per fallo di Rakitic su Mertens.
3-0: al 46′ pt Suarez insacca dal dischetto. Rigore concesso dopo check alla VAR per fallo di Koulibaly su Messi.
2-0: al 23′ pt magia di Messi, che dopo un’azione insistita in area si libera di 4 avversari e insacca cadendo.
1-0: 10′ pt, Lenglet insacca di testa su corner da sinistra. C’e’ un fallo in attacco, ma la VAR concede il gol.

Dopo una partenza scoppiettante del Napoli, con il palo esterno di Mertenz dopo cento secondi di gioco, la partita diventa ora in salita per i partenopei

Probabili formazioni 
Barcellona (4-3-3): 1 Ter Stegen; 2 Semedo, 3 Piqué, 15 Lenglet, 18 Jordi Alba; 20 Sergi Roberto, 4 Rakitic, 21 De Jong; 10 Messi; 9 Suarez, 17 Griezmann. (13 Neto, 26 Inaki Pena, 33 Araujo, 24 Junior, 44 Mingueza, 28 Riqui Puig, 42 Monchu, 46 Reis, 47 Jandro, 31 Ansu Fati, 45 Konrad). All.: Setien. Squalificati: Busquets, Vidal. Diffidati: Griezmann, Messi, Semedo. Indisponibili: Dembélé, Umtiti.
Napoli (4-3-3): 25 Ospina; 22 Di Lorenzo 26 Koulibaly, 44 Manolas, 6 Mario Rui; 8 Fabian Ruiz, 4 Demme, 20 Zielinski; 7 Callejon, 14 Mertens, 12 Elmas. (1 Meret, 27 Karnezis, 23 Hysaj, 19 Maksimovic, 13 Luperto, 5 Allan, 68 Lobotka, 24 Insigne, 61 Politano, 11 Lozano, 99 Milik, 9 Llorente). All.: Gattuso. Squalificati: nessuno. Indisponibili: nessuno. Diffidati: Koulibaly, Llorente, Mario Rui.
Arbitro: Cakir (Turchia).

La vigilia del match

“Un Everest da scalare”, ma anche una partita “da giocare senza paura”. Rino Gattuso dipinge bene la vigilia della sfida dell’anno per il suo Napoli, il ritorno degli ottavi contro il Barcellona, con il sogno di arrivare alle finali di Champions League di Lisbona, scrivendo una pagina inedita nella storia azzurra. Una pagina durissima, però, dopo l’1-1 del San Paolo e per lo spesso dell’avversario, su cui Gattuso non ha dubbi: “Ho sentito le barzellette – dice – di un Barca non in forma, a cui manca mezza squadra. Gli mancano solo due squalificati e hanno un grande squadra con giovani che sono uno spettacolo”.

Uno spettacolo da godersi in tv, e qui a Gattuso scappa una boccata di ottimismo: “Possiamo avere – spiega – un piccolo vantaggio per l’assenza dei tifosi, perché venire qua e sentire cantare 90.000 persone è una cosa che paghi sempre se non hai grande personalità. Ma sappiamo anche sarà una partita molto difficile, conosciamo le qualità del Barca, che tipo di squadra è, sappiamo che dobbiamo fare una grande prestazione tecnica e tattica e forse non basterà neanche contro una squadra composta da grandi campioni”.

Il Napoli ha giocatori di livello e un gruppo che se si esprime al meglio fa male. Gattuso non sa ancora se avrà Insigne che oggi si è allenato tutto il tempo con i compagni per la prima volta ma domani dovrà dire al tecnico di sentirsi al 100% e “a quel punto decideremo io e i dottori, se pensiamo che sia al 100% si mette la maglia e ci dà una mano”.

Non sarà facile ma Lorenzinho ci proverà, altrimenti è pronto Elmas a provare a sorprendere la difesa catalana nel tridente con Mertes e Callejon. Domani Gattuso punta però forte sul centrocampo: “Fabian e Zielinski sanno che sono partite importanti nella loro carriera. Tutti lo sanno. Dopo il lockdown abbiamo giocato ogni tre giorni, abbiamo vinto la coppa e alcune partite le abbiamo fatte con il freno a mano tirato, non so chi ha più vantaggio ma i numeri dicono che nelle 12 partite siamo molto migliorati su possesso palla e abbiamo creato tanto, anche se non riusciamo sempre a finalizzare”.

I gol se li aspetta da Mertens, che in Champions aveva segnato nelle ultime tre contro Genk, Liverpool e Barcellona ed è a digiuno dalla sfida col Milan del 12 luglio. Ma tutto il Napoli proverà a spezzare una statistica che dice che il Barcellona non perde in casa dal maggio 2013 contro il Bayern Monaco. Un Everest, appunto, che gli azzurri proveranno a scalare.

Fonte Ansa.it