Catturato a Torre del Greco “scissionista” del clan Falanga-Di Gioia: era latitante da 7 mesi

Catturato stanotte pericoloso latitante di Torre del Greco. In manette è finito Antonio Gaiezza, 43 anni, detto “Melone”, appartenente al gruppo degli scissionisti del clan Falanga-Di Gioia. Ad arrestarlo, i carabinieri del Nucleo Operativo di Torre del Greco a seguito di una complessa attività info-investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

I militari dell’Arma già da una decina di giorni stavano monitorando gli spostamenti del pregiudicato e, ieri sera, è scattato il blitz al confine tra Torre Annunziata e Torre del Greco.

Già sfuggito alla cattura la settimana scorsa nel covo di via Viuli, riuscì a far perdere le tracce a  seguito dell’irruzione nel covo.

Da quel giorno i carabinieri di Torre del Greco non gli hanno dato tregua, seguendo tutti gli spostamenti. Fino alla cattura di stanotte avvenuta dopo un rocambolesco inseguimento per le strade di via Viuli, via Panoramica e via Tirone della Guardia. E proprio qui è stato bloccato in sella a uno scooter insieme a fiancheggiatore.

Latitante da quasi 7 mesi, Antonio Gaiezza , che girava anche con documenti falsi, era ricercato per 416 bis. Era irreperibile dall’ottobre 2018 perché sfuggiva a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Napoli dopo una condanna a 6 anni e 3 mesi di reclusione per associazione a delinquere di tipo mafioso.

I militari – secondo quanto accertato – lo hanno localizzato a Torre del Greco, in sella a uno scooter guidato da un 21enne incensurato di Boscotrecase. Dopo aver riconosciuto il passeggero in Antonio Gaiezza, i carabinieri si sono messi all’inseguimento dei due, datisi alla fuga appena accorti dei militari.

Nonostante il tentativo di dileguarsi per i sentieri che portano al cratere del Vesuvio, i due sono stati raggiunti e bloccati su territorio di Torre del Greco. Gaiezza è stato ammanettato e condotto in caserma, dove i carabinieri hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione che pendeva su di lui.

L’autista dello scooter è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. Dopo le formalità di rito, Gaiezza è stato portato nel centro penitenziario di Secondigliano.