Soffiate per i clan di Napoli in cambio di regali e soldi. C’è anche il brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi, 56 anni in servizio a Castello di Cisterna, tra i 50 arrestati per traffico di stupefacenti dalla Colombia. Secondo le indagini nel corso degli anni avrebbe dato soffiate alle cosche e rivelato retroscena su blitz ed inchieste, inquinando dunque le indagini. Ora Lazzaro Cioffi detto ‘Marcolino’ deve rispondere di associazione camorristica, favoreggiamenti, riciclaggio aggravato. Secondo le indagini Cioffi informava esponenti del clan Ciccarelli di indagini riservate e su imminenti perquisizioni a carico di Fucito. Consigliò al capoclan di Caivano di non noleggiare più auto che potevano essere piene di microspie. Ma soprattutto non lo arrestò quando scoprì che aveva una pistola calibro 38 nel cassetto della camera da letto. C’è anche un’altra indagine riguardante la vendita di un ristorante riconducibile al brigadiere del valore di 60mila euro e rivenduta ad un prestanome di Fucito per 120 mila.
Cioffi avrebbe anche tentato di impedire il sequestro di 18mila euro, soldi che dovevano finire nelle tasche di Fucito per una partita di droga. Poi altre accuse, tutte poco gratificanti per chi indossa una divisa. Tra l’altro, sposato con una donna ritenuta legata da rapporti di parentela a soggetti della camorra di Maddaloni, Cioffi ha un suocero che ha scontato 23 anni di cella per un omicidio (è stato scarcerato nel 2013). Non è finita: i due zii della moglie, quindi fratelli del suocero, sono stati accusati di aver consumato un omicidio per conto di Angelo Grillo, attualmente detenuto al carcere duro per un delitto che sarebbe stato consumato per conto del clan Belforte.

