Castellammare, da Meridbulloni a Nordbulloni? Continua la protesta degli operai del sito stabiese – Il Video

Il 18 dicembre 2020 la dirigenza della Meridbulloni, fabbrica di Castellammare di Stabia che si occupa di componentistica per auto, convoca i sindacati annunciando a sorpresa e senza alcun preavviso la chiusura dello stabilimento a partire dall’8 gennaio. In quella stessa sede però la magnanimità del management tende a precisare che non ci sarà nessun licenziamento. Chiude l’azienda ma non ci saranno licenziamenti – avranno pensato i delegati al tavolo delle trattative – dov’è la sorpresa?

Non è una sorpresa ma un vero e proprio pacco – non natalizio, quelli sono belli – quello che viene proposto agli 80 dipendenti: andrete tutti a lavorare a Torino. A Torino, dietro l’angolo, con la stesso odore del mare, con gli stessi canoni d’affitto, con lo stesso potere d’acquisto. Le sfogliatelle le portate voi. Ma si, andiamo in gita a Torino, con mogli disoccupate, mutui da pagare e nuclei familiari fino a 4 figli, qualcuno con nipotina annessa.

Se non fossero andate veramente così le cose qualcuno potrebbe pensare ad una puntata di Scherzi a Parte, infatti un’azienda non in perdita, con un fatturato di milioni di euro, una classe operaia attiva e produttiva che decide dall’oggi al domani di chiudere e senza alcuna motivazione.

Gli operai dalla stessa giornata dell’annuncio della chiusura sono in presidio permanente fuori la fabbrica a interrogarsi sul perché di tale decisione. Il padrone vuole vendere i suoli per investire nel comparto turistico che non produce gli stessi livelli occupazionali? E’ un modo per ottenere qualche milioncino di euro dal recovery found? L’unica cosa che sanno i dipendenti è che passeranno un Natale ossessionati non solo dalla crisi pandemica ma anche da una crisi inaspettata che giunge a Natale.

Nonostante la solidarietà delle altri fabbriche – su tutti gli operai della Whirlpool di Napoli che sono nelle stesse identiche condizioni – e degli esponenti politici locali gli operai si attendono un intervento del governo, per smascherare gli sporchi giochi che gli imprenditori voglio compiere sulle spalle non solo di una fabbrica, ma di un intero territorio, quello meridionale da cui vogliono eliminare tutti gli insediamenti produttivi per trasferirli al nord.

Queste notti gli operai li passeranno, non con la sicurezza del ritrovare il proprio lavoro al rientro dalle ferie, non vicino al calore degli affetti familiari, ma di fronte al fuoco del braciere del presidio dove, tutt’insieme, si faranno forza e coraggio per poter dire alle proprie famiglie del regalo ricevuto quest’anno dall’azienda.
Hanno ricevuto un pacco gli operai di Meridbulloni, ma non è quello natalizio pieno di doni che una volta le aziende regalavano ai propri dipendenti, un pacco in cui dentro c’è un biglietto di sola andata per Torino con dietro scritto la parola “licenziamento”.

Massimo Napolitano