Carlo Cracco diffida LA7 e Giletti dopo le affermazioni sul caso Genovese

È polemica per l’intervento di Fabrizio Conora a Non è l’Arena di Massimo Giletti. Durante la trasmissione si è trattato l’arresto di Alberto Genovese, accusato di stupro ai danni di una diciottenne. In collegamento era ospite Fabrizio Corona, ai domiciliari con più condanne. Ad un certo punto del dibattito Fabrizio Corona ha più volte fatto il nome di Carlo Cracco accusandolo di “connivenza”.
Corona ha poi sostenuto: “La posizione di Carlo Cracco, del buttafuori e di Leali è la stessa”. Da notare che Daniele Leali aveva invitato le ragazze alla festa incriminata e da molte è stato accusato di essere colui che girava con i vassoi di droga, il bodyguard piantonava la stanza dello stupro e Cracco era andato tre ore per offrire (pagato) un servizio di catering con moglie e collaboratori a un’unica festa di Genovese. Non la festa dello stupro, per giunta. Giletti, durante la trasmissione ha più volte ribadito: “Nomini ancora Cracco? Io mi dissocio!”.
Carlo Cracco ha fatto sapere in una nota, che si è rivolto al suo legale: “Mi trovo costretto a pubblicare la formale diffida già inviata dal mio legale a LA7-Giletti e Corriere dello Sport – Zazzaroni per il vergognoso spettacolo offerto da Non è l’Arena e Fabrizio Corona e le notizie scandalistiche completamente inventate. LA7 ha assai significativamente già risposto che rimuoverà l’intervento incriminato. Ribadisco la mia totale estraneità a tali fatti e procederò senza indugio a sporgere querela e a richiedere i danni contro chiunque continuerà a diffamarmi. Spero solo che, in generale, questo modo di fare informazione cessi al più presto”. Dopo la querela la puntata è sparita dal sito de la7.

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