Caos rifiuti a Torre del Greco: scontro a distanza tra Comune e Buttol

«In considerazione delle criticità afferenti il servizio di Igiene Urbana in città, tali da determinare in diverse zone del territorio comunale autentiche condizioni di degrado ambientale ed urbano, quotidiano, è stata predisposta dal Dirigente al VI Settore “Tutela ambientale ed Ecologia” del comune di Torre del Greco un’apposita relazione istruttoria – indirizzata ai vertici della ditta Buttol srl – di analisi dei fattori e delle condizioni di lavoro del cantiere che, ogni giorno, opera per le strade della città».

Così l’amministrazione guidata da Giovanni Palomba in una lettera nviata all’azienda che cura il servizio di raccolta differenziata sul territorio di Torre del Greco.

Nello specifico, l’Ufficio di Palazzo La Salle, così come si legge in apposita nota, ha rilevato nei confronti della ditta numerose difformità ed anomalie rispetto alla previsione del Capitolato di «raccolta domiciliare dei rifiuti», articolate su più argomentazioni.

Innanzitutto, le più evidenti problematicità sono legate «alla presenza indiscriminata sui marciapiedi e sulla pubblica strada di cassonetti multicolori abbandonati» che diventano, per tal ragione, oggetto di conferimento indiscriminato da parte dei cittadini torresi in tutte le ore della giornata.

Inoltre, per molti di tali contenitori è stata accertata anche la mancanza del verbale di affidamento ai condomìni, così invece come previsto dall’art. 34 del CSA. Contestualmente, accertato anche il mancato sviluppo di una idonea campagna informativa e di sensibilizzazione, dovuto anche alla crisi epidemiologica in atto, che di fatto ha reso inefficace quanto svolto.

Per quel che concerne, invece, l’attività propria del cantiere, sono state «rilevate specifiche criticità che interessano, in primis, il numero degli automezzi impiegati. Dei 66, infatti, previsti da elenco per l’espletamento del servizio, si è rilevato che quelli effettivamente impiegati quotidianamente sono circa 44, compresi 8 mezzi indisponibili che riducono a 36 la media di quelli operativi giornalieri. Inoltre, dei 20 Ape Car 50 previsti dal CSA, ne è attestata la fornitura di 1 soltanto, con evidenti e gravi ripercussioni sulla qualità stessa del servizio reso.

Ancora, riscontrate carenze rispetto alle risorse umane, quindi, rispetto alla dotazione organica del cantiere. Da un’analisi, infatti, delle unità di personale in servizio nei mesi di maggio e giugno 2021, si è rilevato che delle 154 unità previste nel mese di giugno, si è determinata – al netto delle assenze giornaliere – una presenza media di circa 112 unità».

Non da ultimo, poi, segnalate anomalie anche in merito alle attività di raccolta – diluite in un tempo evidentemente troppo esteso, dalle 22.00 alle 10.30, tale da determinare per le frazioni conferite in orari successivi la permanenza in strada – e in merito alle attività di spazzamento meccanico e manuale.

Su questo ultimo versante, la Dirigenza dell’Ente comunale ha rilevato che le spazzatrici impiegate sono quattro, distribuite su due turni, con un impiego medio di 8 operatori manuali, per lo più sprovvisti di attrezzi da lavoro idonei alla pulizia dei marciapiedi e numericamente troppo esigui per coprire la pulizia delle 13/14 zone da garantire quotidianamente.

Una situazione di evidenti problematiche dinanzi alle quali, il Dirigente al VI Settore – su indirizzo dell’assessore al ramo, Cinzia Mirabella – ha richiesto alla Ditta Buttol l’immediata regolarizzazione delle posizioni rilevate e la contestuale risoluzione delle criticità contestate.

«E’ una situazione palesemente critica – dichiara l’assessore Mirabella – quella che si è determinata sul territorio, e, che questa Amministrazione non intende tollerare oltre. Tuttavia, alle responsabilità della ditta che abbiamo voluto formalizzare non soltanto verbalmente, nel corso di un apposito incontro, ma con nota di contestazione ufficiale, devono aggiungersi anche l’incuria e la superficialità di molti cittadini torresi che continuano, in spregio alle ordinanze vigenti, a conferire rifiuti in modo indifferenziato e soprattutto ad ogni ora del giorno. Un atteggiamento che non può più tollerarsi, ma sul quale bisogna intervenire con risolutezza. Non è scaricando responsabilità che si risolvono i problemi. Occorre la collaborazione di tutti».

Immediata la controreplica della Buttol: «Le contestazioni del Comune di Torre del Greco, ispirate da una parte politica, sono da rigettare totalmente. E non si comprendono i toni e il trionfalismo con cui sono state diffuse tali “osservazioni”. Anche perché, in una delle ultime riunioni tenute alla presenza del sindaco, si è sempre rimarcata l’inadeguatezza del piano industriale, uno dei principali motivi per cui si è arrivati all’attuale situazione della raccolta rifiuti a Torre del Greco». 

Poi ancora: «Possiamo tranquillamente affermare che il porta a porta non è mai stato effettuato come previsto dal capitolato, per precise scelte dell’amministrazione comunale, che ha scelto di avviare il «porta a porta» in tutta la città in pieno lockdown, non consentendo quindi le attività di contatto con la cittadinanza in maniera capillare. Per poi ordinare la consegna dei bidoni carrellati delegando agli amministratori di condominio la presa in carico degli stessi. Nonostante questa partenza, i risultati sono comunque arrivati passando dal 15% al 50% di raccolta differenziata. Quello che è venuto a mancare sono stati i controlli da parte dell’amministrazione, infatti tali contenitori non sono mai stati posizionati all’interno delle unità abitative o commerciali. Tale mancato controllo ha generato il fenomeno dell’abbandono di rifiuti e il mancato rispetto delle regole della raccolta differenziata. Tutto questo ha determinato la necessità di effettuare riassetti giornalieri del territorio su espressa richiesta dell’amministrazione, portando così uno stravolgimento dei servizi previsti dal capitolato d’appalto». 

In merito al parco automezzi, «per quanto riguarda l’assenza di apecar, questa tipologia di veicolo non è prevista da progetto tecnico, che prevede l’aggiunta di automezzi con una capacità maggiore e più funzionali al tipo di servizio svolto a Torre del Greco (compattatori e bobcat non previsti da capitolato). 

Rispetto al personale, considerato il ricorso costante alla malattia di almeno 30 dipendenti ogni giorno, la Buttol ha sempre impiegato personale sostitutivo pari sempre a 30 unità giornaliere. Tutto documentato sui fogli di servizio e sulle relazioni mensilmente inviate al Comune». 

Inoltre, «non sono da sottovalutare le ingerenze politiche subite dalla Buttol, divenute di recente dirette disposizioni di servizio per i propri dipendenti, sia telefoniche che di persona, da parte di un consigliere comunale, per scopi dallo stesso non meglio precisati e sicuramente difformi dalle programmazioni quotidiane del servizio.

Emblematico l’ultimo episodio risalente a maggio, in cui lo stesso consigliere si è vantato sui social di aver personalmente e autonomamente proceduto all’organizzazione dell’attività di taglio delle erbacce, con una conseguente disposizione di servizio al personale della Buttol, nei fatti stravolgendo la programmazione già condivisa tra l’azienda e gli uffici comunali preposti. Ulteriori episodi di ingerenza hanno poi caratterizzato la distribuzione delle attrezzature ai cittadini (mastelli e carrellati), al fine di consegnarli personalmente a domicilio». 

Poi la replica a Fratelli d’Italia: «I luoghi per il trasbordo dei rifiuti non vengono certo scelti dalla Buttol, ma indicati dagli uffici comunali. Gli operatori sono dotati di teloni per la raccolta del liquido generato dal trasferimento dei rifiuti da mezzi piccoli a mezzi pesanti (il percolato è un’altra cosa!) e di segnali stradali per delimitare l’area di trasbordo. E come dimostra la foto scattata dal partito di Fratelli d’italia, non si nota alcuna goccia di liquido sull’asfalto.

Bisogna ricordare che Torre del Greco non è dotata di un centro servizi dove poter effettuare tali operazioni e soprattutto è completamente carente di strutture ecologiche o comunque centri di raccolta».