Campania, scuola primaria in presenza. Pillole di Ottimismo: “Soddisfazione per l’accoglimento da parte del Tar”

“Grande soddisfazione per l’accoglimento, da parte del TAR dell’istanza cautelare per la riapertura di tutti i primi cicli scolastici in Campania, che sospende anche cautelativamente le ordinanze di chiusura facendo rientrare in classe tutte le elementari da oggi e tutte le medie da lunedì”.

Così in una nota Pillole di Ottimismo, il Coordinamento Scuole Aperte e tutti i pediatri, psichiatri infantili e psicologi campani che hanno sostenuto fin dall’inizio i genitori ricorrenti, esprimono la loro gioia per aver difeso il diritto all’istruzione e alla salute dei bambini e ragazzi campani.

Nell’istanza, il TAR ha riconosciuto che la fruizione del servizio scolastico, esclusivamente in DAD, “impedisce l’esercizio pieno di diritti della personalità dei minori attraverso la frequenza scolastica (presenza garantita, dalle disposizioni statali – ndr), oltre che la libera determinazione dei genitori; ed anzi, secondo la prospettazione, la stessa modalità a distanza, come imposta (e perpetuata), sarebbe lesiva del diritto alla salute dei minori, giacché potenzialmente ingeneranti gravi patologie psicofisiche”.

Inoltre, l’istruttoria ha verificato che: “non si è dato conto, neppure nel contesto giurisdizionale che ne occupa, di un’attività di rilevazione sul territorio che desse conto dell’effettiva utilità della misura restrittiva, incidente sul diritto all’istruzione, sul contenimento del contagio, che ha, nonostante le disposte sospensioni della frequenza scolastica (anche per effetto della chiusura natalizia), continuato a diffondersi; i dati acquisiti, anche quelli “aggiornati”, dimostrano invece che il contagio si sviluppa anche quando le scuole sono chiuse (appunto, durante le vacanze natalizie);

il che fa sorgere il legittimo dubbio sull’effettiva idoneità della misura restrittiva dell’attività scolastica in presenza ai fini della riduzione del contagio, in assoluto ma anche ove si sposti l’attenzione sul piano della relazione costi/benefici, che è parte integrante del sindacato sulle ordinanze contingibili e urgenti; è quantomeno dubbio, quindi, che si tratti di misura “idonea” all’auspicato contenimento e men che meno di misura “significativamente idonea” a tale scopo, anche tenuto conto delle misure di prevenzione comunque apprestate nell’esercizio delle attività scolastiche e di cui la regione ha dato conto (tracciamento, isolamento del caso positivo, dispositivi di protezione)”.

Il Tar ha inoltre chiaramente affermato un punto decisivo: se chiusure localizzate e per brevi periodi possono essere ammissibili (purché motivate con ragioni specifiche), una chiusura generalizzata che si protrae da mesi non lo è.

Tanto più – prosegue il tribunale – che “occorrerebbe dimostrare che si tratti di misura anche indispensabile, escluse tutte le altre ipotizzabili, a tale scopo; e che si tratti di misura “proporzionata”, ossia oggettivamente limitata a quanto strettamente necessario a fronteggiare il pericolo, il che è da escludersi in ragione della operata generalizzazione della misura restrittiva in tutto l’ambito regionale, e ciò nonostante la notoria differenziazione dei territori, metropolitani, urbani e rurali, che, anche sotto il profilo della pressione demografica, compongono il territorio di pertinenza; e, infine, che si tratti di misura temporalmente limitata, il che, considerata la saldatura con le precedenti disposte sospensioni, che rimontano a diversi mesi or sono, rende non più ragionevole la imposta restrizione”.

Come ha scritto la dottoressa Sara Gandini nella relazione depositata in tribunale, “Noi sappiamo che il rischio zero non esiste in nessun luogo. È importante fare sempre un bilancio di rischi e benefici di ogni scelta ed il principio generale che bisognerebbe seguire è quello del minor rischio possibile.

Le scuole non sono “sicure in assoluto”, perché nessun luogo del mondo lo potrà essere durante una pandemia globale, ma la scuola è uno dei luoghi più sicuri. E bisogna necessariamente tenere in conto che chiudere le scuole può avere effetti deleteri a diversi livelli, inclusa la salute, per la società intera, nel breve e nel lungo periodo”.

Ed è proprio questo principio che abbiamo cercato di far valere di fronte al TAR e che è stato accolto.

Diamo fiducia ai nostri figli. Siamo sicuri che il loro rientro sia effettuato da parte loro nel rispetto di tutte le regole vigenti e dei protocolli, che hanno mostrato funzionare. Alle istituzioni spetti il ruolo di tranquillizzare e verificare le misure anti-contagio e di supportare questo agognato ritorno alla serenità.