Campagna (SA): “Le persecuzioni razziali in Italia” il convegno – il video

A Campagna, nella mattinata di sabato 2 febbraio, nella sala conferenza del Centro Studi Giovanni Palatucci, con una platea composta dagli studenti dell’I.I.S.Teresa Confalonieri” di Campagna, ha avuto luogo un interessante convegno sul tema “Le persecuzioni razziali in Italia”.

L’incontro fa parte del programma “Shoah, il tempo della memoria 2019 che vede la sinergia di 3 comuni Campagna, Eboli e Battipaglia, 2 musei M.O.A. di Eboli e Museo della Memoria e della Pace di Campagna, 4 istituti scolastici e 13 associazioni del territorio, tutti insieme per realizzare l’interessante progetto partito il 18 gennaio e continuerà fino al 9 marzo con una serie di incontri ed eventi.

Il convegno è stato moderato da Carmine Granito, adetto stampa del Comitato Palatucci, e ha visto relatori di calibro nazionale come Toni Capuozzo, giornalista e scrittore, e Raffaele Deluca, musicologo e docente al Conservatorio di Rovigo, preceduti dai saluti istituzionali di Roberto Monaco, Sindaco di Campagna, Marcello Naimoli, Direttore del Museo della Memoria e della Pace, Tina Polisciano, Presidente del Centro Culturale “J.M. Cernicchiaro” di Maratea (PZ), Annunziata Gibboni, Docente dell’ I.I.S. “T. Confalonieri”, e Renato Mazzei, Presidente della Fondazione “Sandor Marai” di Budapest, che ha consegnato in dono al Museo, da parte dei familiari di Champ Pajes, la sacca medica da campo appartenuta al medico ebreo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Durante l’incontro, sono state anche molto gradite le esibizioni musicali a cura del Maestro Daniele Gibboni, gli spettacoli di danza eseguiti dall’ “Officina della Danza” di Elvira Vece e gli interventi degli studenti dell’I.I.S. “T. Confalonieri”.

Il Direttore Marcello Naimoli ha sottolineato: “Oggi qui ci sono tantissimi giovani, il rapporto tra museo, scuola e territorio io ci tengo particolarmente; coinvolgere i giovanni in queste iniziative è un elemento di fondamentale importanza. Le mura di questo Convento che ospita il nostro Museo della Memoria e della Pace parlano proprio di questa storia, una storia che noi amiamo definire ‘una storia diversa'”.

Roberto Monaco, il Sindaco di Campagna è rimasto entusiasta dell’evento e ha commentato: “Un appuntamento con personalità di calibro nazionale e d’altro canto, al di là di questa iniziativa che stiamo facendo, poi, nell’arco di tutto l’anno, un lavoro di costruzione di infittimento dei rapporti, ad esempio: con Fiume che sarà la Capitale della Cultura Europea per l’anno prossimo“.

Il musicista Raffaele Deluca ha fatto un ricco e interessante intervento di come tanti musicisti hanno vissuto quei difficilissimi anni della Seconda Grande Guerra e ha così sintetizzato il suo pensiero: “Oggi parliamo di argomento relativamente nuovo la musica e l’internamento fascista. Il fatto che c’erano gli studenti del liceo musicale qui stamattina e che è stata fatta musica dal vivo, è vivamente importante perché sono convinto che nei prossimi anni la musica e l’internamento fascista diventerà un tema di particolare importanza“.

Dopo 12 anni, il giornalista Toni Capuozzo è tornato a Campagna e ha molto apprezzato lo stato attuale della struttura Museale, commentando l’evento così: “Luoghi come Campagna vanno contro corrente, le foto dell’epoca presenti al Museo di questi Carabinieri seduti sembra una foto di fine anno scolastico, per come sono vestiti, per i sorrisi questo mentre altrove c’erano i forni crematori, le decimazioni, le vessazioni quello di Campagana è un racconto che parla della speranza, non dell’orrore. Qui è andata diversamente, capire cosa è fatta di quei campagnesi, delle loro autorità, delle persone che indossavano le divise o che andavano a lavorare nei campi, delle persone che hanno accettato fraternamente qualcuno che veniva da fuori e che altrove era perseguitato, questo è il segreto di Campagna ed è una storia bellissima. Molto importante la presenza di tanti giovani al convegno. Oggi nelle famiglie c’è meno trasmissione dell’esperienze ed è fondamentale far conoscere queste storie ai giovani perché tutto quello che non viene tramandato di generazione in generazione viene perso per sempre“.

Cinthia Vargas