“Una gara, quella giocata contro il Sorrento, che potevo e dovevo vincere assolutamente”.
Lo dice l’allenatore del Savoia Luigi Squillante al termine della gara vinta 2-1 contro il Sorrento.
Il tecnico parla di cinismo sotto rete che, ancora una volta, è venuto a mancare.
“Alvino a tu per tu con il portiere non ha segnato. Se avesse fatto gol all’inizio, la gara sarebbe cambiata. La mano in aria, quello è rigore. Io chiedo continuamente cinismo ma se non ce l’abbiamo, non ce l’abbiamo. Non possiamo comprarlo. Però, la squadra ha giocato nei primi quarantacinque minuti di gioco. Abbiamo creato varie azioni da gol nel primo tempo.
Nel secondo tempo ho detto di non giocare, abbiamo vinto. Questo è il calcio. Se non riuscivamo a sbloccare, avrei utilizzato il 4-1-1-4 e poi ancora il 3-1-1-5, perché i pareggi non servono. Le vittorie portano vittorie, c’è poco da fare. Il Sorrento in sei partite non aveva mai perso però, anche quando sono andati in vantaggio, io sapevo di poter vincere. Qualcuno parla di fortuna, quella serve sempre”.
Poi aggiunge: “Ho dovuto dire ai miei ragazzi di non giocare. Questo è anticalcio. Purtroppo il Sorrento ha schierato un pullman dietro di traverso con cinque giocatori. Non era facile. Non c’era gioco e per poter vincere c’era bisogno del non gioco”.
“Ho dovuto dire ai miei ‘non dobbiamo giocare’, ma lanciamo la palla su questo o quel calciatore. Questo non è calcio ma se giocavamo a calcio non vincevamo. Poi un rigore non dato. Insomma, non era facile. Il Sorrento non ha fatto nulla per vincere, si sono chiusi dietro”.
Poi la contestazione sulla sostituzione di Liccardo?
“Ci può stare, ma sono stato obbligato. Addirittura sostituito? Parlerei di sostituito semplicemente, toglierei addirittura. Io sono allenatore del Savoia, offro la mia opera. In quel momento ho considerato, che optando per delle scelte, posso vincere la gara. Posso sbagliare, per carità. Posso essere un pazzo, ma non credo”.
Comunque, aggiunge mister Squillante, durante la settimana abbiamo provato le varie fasi. La squadra ha interiorizzato quello che io ho detto in settimana. Poi c’è stato il problema di Rekik che ha avuto i crampi.
Siccome non ho un esterno, Maranzino è fuori, sono stato obbligato a fare tale scelta. Il calciatore che è entrato (Stellato) è un difensore. Ma io non è che devo giustificare tutte le scelte. Tutto qui”.
I fatti hanno dato ragione al tecnico biancoscudato che è riuscito a portare a casa tre punti importanti.

