Calcio, accadde oggi: trentatré anni fa il primo scudetto del Napoli di Maradona

Un momento indelebile nella mente e nel cuore dei tifosi azzurri. E d’altronde si sa, il primo scudetto non si scorda mai. Accadde oggi: esattamente 33 anni fa, il 10 maggio 1987, il Napoli vinse il primo scudetto della sua storia. Una festa mai vista, che coinvolse un’intera città, in un’esplosione di gioia e di fermento. In quel caldo pomeriggio di maggio il Napoli, allenato da Ottavio Bianchi, ospita allo Stadio San Paolo la Fiorentina di mister Eugenio Bersellini. Agli azzurri servirebbero tre punti per conquistare matematicamente lo scudetto con una giornata di anticipo, ma ne basterebbe uno in caso di sconfitta dell’Inter, che quel giorno sfida l’Atalanta.

Comincia il match, con i tifosi partenopei che, eccitati dal desiderio di compiere la grande impresa, non smettono di spingere la propria squadra. E al 29° Andrea Carnevale, su assist di Bruno Giordano, sigla l’1-0. Lo stadio è una vera bolgia. Ma niente è ancora detto. E il pericolo è sempre dietro l’angolo. Al 39° una leggera distrazione costa caro al Napoli, che subisce il gol dell’ 1-1, segnato da Roberto Baggio. I tifosi tremano, temono di vedersi sfumare davanti agli occhi il sogno di una vita. Ma nulla è perduto. Da Bergamo arrivano ottime notizie per i partenopei: un autogol di Riccardo Ferri ha permesso all’Atalanta di passare in vantaggio.

Nel secondo tempo l’ansia cresce sempre di più, ma fino al 90° minuto tutto resta com’è. Il fischio finale è solo il segnale dell’inizio della festa: il Napoli è per la prima volta campione d’Italia! La città è pervasa dalla felicità. Napoli decora le sue strade del tricolore, lo stesso che spunterà sulla maglia azzurra l’anno successivo, insieme alla coccarda della Coppa Italia, vinta un mese dopo dal club partenopeo, segnando un record fino a quel momento raggiunto solo dalla Juventus e dal Torino.

Oggi l’impresa del Napoli è ancora nel cuore degli appassionati. Alla vigilia del campionato 1986/1987 nessuno avrebbe mai pensato un esito del genere, se si guardava alla Juventus di Platini, al Milan di Liedholm e all’Inter di Trapattoni. Eppure, l’animo da tifoso del presidente azzurro di allora Corrado Ferlaino e la collaborazione del direttore generale Italo Allodi hanno spinto il Napoli alla vittoria, investendo sul talento incredibile di Diego Armando Maradona, campione del mondo con l’Argentina a Messico 1986.

La bellezza di un evento simile quest’anno cade in un momento difficile, come l’emergenza coronavirus. Ma l’essenza del ricordo sta nell’immaginare di riviverlo e di riassaporarlo. E nel cuore di ogni tifoso vive ogni giorno la voglia di rivivere concretamente quel ricordo, chissà, magari con un terzo scudetto…

Dario Gargiulo