Boscotrecase, slitta ancora l’apertura del mercatino delle pulci domenicale

Non è ancora ufficiale la data di riapertura del Mercatino dell’Oblìo di via Nazionale a Boscotrecase anche se i responsabili e gli organizzatori sono al lavoro per ottenere dal Comune il via al ripristino delle attività.

Lo stesso Giuseppe Bonavolontà assicura che a breve si dovrebbe ripartire.

Sembra poco… tuttavia la tappa domenicale al mercatino delle pulci, al di là del risvolto economico, pare avere importanti effetti sulla sfera psicologica degli avventori…

L’entrata nel tunnel dei mercatini dell’usato e dell’antico è una vera e propria “dipendenza” di cui non si sente mai parlare e che non si conosce fino a quando non ci si finisce dentro!

Dopo aver provato l’euforia della scoperta di qualcosa di bellissimo e prezioso nel caos di una bancarella, anche se nascosto sotto strati di polvere o sciupato da anni di incuria, autocompiacendosi di una forte propria creatività e una spiccata capacità di vedere negli oggetti la bellezza, non si può più fare a meno di alzarsi alle quattro della mattina della domenica per andare al mercatino

È un passatempo antistress, una sorta di sospensione della routine quotidiana fatta di soffocanti formali cortesie per entrare in un mondo alternativo. Al mercatino non esistono riverenze inutili: commercianti e acquirenti sono sullo stesso piano e la contrattazione è un momento divertente, laddove l’importante è chiacchierare e scherzare piuttosto che concludere l’affare.

Il tempo si dilata, la fretta non esiste! Ci si può mandare amichevolmente a quel paese se la trattativa non va a buon fine, lo sfogo perfetto per chi è costretto normalmente a mandar giù la cattiva educazione altrui. Sulle prime nella propria mente ci si sente diversi…

“Noi siamo quelli che comprano solo in negozio, roba nuova, siamo qui per curiosare!”.

Ma la realtà è che di curiosi ce n’è ben pochi, chi si appassiona a questo passatempo conosce ogni mercatino, li frequenta regolarmente, fa chilometri per raggiungerli e si finisce per riconoscere tante facce tra la gente china sulla merce esposta, spesso gettata alla rinfusa dagli “svuota cantine”.

Francesco Lauretta