Boscoreale, il Consiglio disertato dal Pd è solo la punta dell’iceberg: dietro le quinte è già partita la guerra per il controllo della città

Ufficialmente nessuno parla. Nessuno rompe. Nessuno minaccia crisi irreversibili. Ma a Boscoreale la fotografia scattata durante l’ultimo Consiglio comunale racconta una verità ben diversa: la maggioranza del sindaco Pasquale Di Lauro è attraversata da una frattura politica profonda che ormai fatica a nascondersi.

L’assenza dei consiglieri del Partito Democratico non è stata una distrazione né una coincidenza. È stato un segnale. Un avvertimento: Un messaggio indirizzato a chi, negli ultimi mesi, avrebbe progressivamente concentrato nelle proprie mani il controllo delle scelte politiche e istituzionali più importanti. Che il clima fosse cambiato lo si era capito da tempo, ma il fatto che a garantire il numero legale sia stata addirittura l’opposizione ha trasformato una tensione sotterranea in un caso politico conclamato.

Dietro la facciata dell’unità, infatti, sarebbe in corso una partita molto più pesante di quella che appare all’esterno. Da una parte c’è il gruppo che fa riferimento all’asse Langella-Di Somma, sempre più protagonista negli equilibri amministrativi cittadini, mentre dall’altra risponde il Pd riconducibile all’area del vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, che non avrebbe alcuna intenzione di assistere da spettatore alla ridefinizione degli assetti politici del territorio vesuviano.

Una ricostruzione che viene però smentita dai diretti interessati Adriana De Falco, Angela Malacario, Emilio Branca, Antonio di Somma e Clara Raiola, segretaria del Partito Democratico a Boscoreale. Intervenendo a nome di tutti i consiglieri del gruppo, tengono infatti a precisare: “Noi ci sentiamo più vicino degli altri con il vicepresidente e questo lo dimostrano tutte le campagne elettorali che abbiamo fatto in passato, le scelte che abbiamo fatto insieme per quanto riguarda l’aspetto amministrativo a Boscoreale. Noi ci sentiamo il PD e noi ci sentiamo molto più vicini a Mario Casillo”.

E proprio sugli aspetti politici del territorio che starebbe il nodo della vicenda, perché la sensazione che circole negli ambienti politici è che la discussione non riguardi più deleghe, provvedimenti o singole scelte amministrative. In gioco ci sarebbe qualcosa di molto più importante: la leadership politica di Boscoreale e il controllo del futuro centrosinistra locale.

Una tensione che sarebbe riemersa anche nei giorni successivi durante l’incontro istituzionale promosso dal Parco Nazionale del Vesuvio con i sindaci del comprensorio. L’episodio ha fatto rumore soprattutto per ciò che sarebbe accaduto lontano dai riflettori, dato che diversi consiglieri comunali hanno scoperto soltanto dopo lo svolgimento dell’iniziativa che il Comune di Boscoreale era protagonista dell’evento senza alcuna comunicazione preventiva, coinvolgimento o invito.

Un dettaglio? Forse, oppure il segnale di un metodo politico che qualcuno all’interno della stessa maggioranza comincia a considerare sempre meno tollerabile. Perché quando i consiglieri vengono tenuti all’oscuro di appuntamenti istituzionali di rilievo, il problema non è l’evento in sé, ma è chi decide, chi partecipa e soprattutto chi resta fuori. A Boscoreale c’è chi ormai legge questi episodi come tasselli di una strategia più ampia finalizzata a rafforzare determinati gruppi politici a scapito di altri.

Da qui il malessere crescente nel Pd, il segnale lanciato nell’aula consiliare e la convinzione, sempre più diffusa tra gli addetti ai lavori, che il vero confronto non riguardi l’amministrazione Di Lauro ma ciò che verrà dopo. Si parla delle prossime candidature, dei futuri assetti territoriali, dei rapporti con la Regione e delle posizioni da occupare nel nuovo scacchiere politico vesuviano.

Nessuno lo ammetterà pubblicamente, ma la sensazione è che il Consiglio comunale disertato dal Pd sia stato soltanto il primo colpo di avvertimento. Perché quando una maggioranza viene salvata dall’opposizione e, pochi giorni dopo, una parte dei suoi stessi consiglieri scopre di essere stata esclusa da un importante appuntamento istituzionale, significa che la questione non è più amministrativa, ma è essenzialmente una questione di potere. E nelle guerre di potere, si sa, i sorrisi pubblici spesso servono soltanto a nascondere battaglie già iniziate.