E’ iniziato questa mattina, dinanzi al Giudice Ambrosino del Tribunale di Torre Annunziata, il processo a carico della dottoressa Emilia Alfano, finita a processo per la morte del feto (art 17 comma 1, L. 194/78) in grembo alla signora Antonietta Donnarumma.
Questa mattina è stato istruito il processo e si è proceduto alla costituzione delle parti civili, rappresentate da Antonietta Donnarumma (difesa dall’avvocato Giovanni Tortora) e Rosario Longobardi, il marito (assistito dal legale Maddalena Nappo). In aula anche l’Accusa (rappresentata dal Pm Emilio Prisco).
Nel corso dell’udienza si è proceduto alla ricostruzione dei fatti. In pratica, la signora Donnarumma, gravida alla 37esima settimana, a causa di un malessere causato da contrazioni uterine, si recava al pronto soccorso della clinica “Maria Rosaria” di Pompei, dove veniva sottoposta a tracciato cardiografico.
Nonostante gli accertamenti clinici dimostrassero la presenza di contrazioni – questa è l’accusa -, la dottoressa Alfano, anziché di disporne il ricovero, la dimetteva prescrivendole degli antidolorifici.
Dopo qualche ora, però, la rottura dell’utero, il distacco della placenta e la conseguente morte del feto per ipossia. Fatto che risale all’11 marzo del 2019.
Inoltre, secondo quanto emerso ancora in aula – la difesa dei coniugi Longobardi ha fatto rilevare che la condotta dell’imputata va ad integrare il reato per il quale si procede (art 17 comma 1, L. 194/78).
Tra l’altro, la dottoressa Emilia Alfano aveva seguito la signora Donnarumma durante tutta la gravidanza e ben conosceva lo stadio della stessa.
Era il pomeriggio del 10 marzo, quando la signora Donnarumma si recava in clinica per partorire, ma veniva dimessa dalla dottoressa Alfano, per poi tornare la mattina successiva, ovvero l’11 marzo 2019, quando veniva accertata la morte del feto.
A distanza di quasi due anni, l’avvio del processo al Tribunale di Torre Annunziata per fare chiarezza sulla vicenda. Nella prossima udienza (prevista a marzo prossimo) si procederà con la fase dibattimentale.

