È stata avviata un’indagine interna da parte di DolomitiBus per fare luce su quanto accaduto lungo la linea 30 tra Calalzo e Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, dove un ragazzo di 11 anni sarebbe stato fatto scendere dal bus perché privo del nuovo titolo di viaggio da 10 euro introdotto in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Secondo quanto ricostruito, il giovane non avrebbe avuto un biglietto ritenuto valido nel periodo di maggiorazione tariffaria e l’autista lo avrebbe invitato a scendere dal mezzo. Il ragazzo si sarebbe quindi trovato a percorrere a piedi diversi chilometri per rientrare a casa, impiegando circa un’ora e mezza lungo la pista ciclabile che costeggia la strada principale.
La corsa sarebbe stata effettuata da una società privata a cui il servizio era stato affidato in subappalto. DolomitiBus, azienda titolare del contratto principale, ha comunicato di aver chiesto chiarimenti immediati e di fornire a breve una ricostruzione ufficiale dell’episodio.
La nonna del minore, l’avvocata Chiara Balbinot, ha riferito di aver ricevuto le scuse dell’azienda, ma ha annunciato l’intenzione di proseguire per vie legali. A suo avviso potrebbero configurarsi ipotesi di reato, tra cui l’abbandono di minore, sottolineando l’esistenza di un dovere di tutela nei confronti del ragazzo.
Nel frattempo, il conducente coinvolto è stato sospeso in via cautelativa. DolomitiBus ha spiegato che la società incaricata del servizio ha attivato una propria commissione interna per accertare le responsabilità. L’azienda ha inoltre ricordato che i mezzi sono dotati di sistemi di videosorveglianza, le cui registrazioni potranno essere utilizzate per chiarire la dinamica dei fatti, esprimendo sollievo per le buone condizioni di salute del bambino.

