Basket NBA: Manu Ginobili annuncia il ritiro

Finalmente è arrivato l’annuncio tanto atteso: Manu Ginobili si ritira.

“Oggi, con sentimenti contrastanti dentro me, annuncio il mio ritiro dal basket. Immensa gratitudine a tutti (famiglia, amici, compagni di squadra, allenatori, personale, tifosi) coinvolti nella mia vita negli ultimi 23 anni. È stato un viaggio favoloso. Ben oltre i miei sogni più sfrenati”.

Queste sono le parole di chi il 28 luglio ha spento 41 candeline e ora annuncia il ritiro.  Emanuel Ginobili ha giocato anche in Italia infatti, nel 1998 firma un contratto con la Viola Reggio Calabria con la quale c’entra la promozione in Serie A1.

Al termine di questa stagione, il talento argentino viene scelto alla 58ª scelta del Draft NBA 1999 dai San Antonio Spurs. Ginobili resta però in Italia facendosi notare sempre di più. Volendo affiancare alla stella Danilovic un giocatore dal grande potenziale, la Virtus Bologna decide di mettere sotto contratto la guardia argentina.

L’improvviso ritiro di Danilovic a soli 30 anni apre le porte del quintetto base a Ginóbili. Alla Virtus Bologna l’argentino diventa una stella e nella stagione 2000-2001 alza al cielo il campionato, la Coppa Italia e l’Eurolega. L’anno dopo Bologna riesce a ripetersi solo in Coppa Italia ma Manu è già proiettato in NBA. Dopo aver conquistato l’Europa Ginóbili, a 25 anni, decise che era ora di sbarcare nella NBA. L’argentino firmò così con gli Spurs, che ne detenevano i diritti in virtù della scelta operata tre anni prima; le prestazioni di Manu al Campionato del Mondo di Indianapolis, in cui la sua Argentina arrivò alla finale persa contro la Jugoslavia di Vlade Divac. Sembra strano ma Gregg Popovich e Manu Ginobili non condividevano le stesse idee infatti coach Pop prediligeva un gioco ragionato che andava contro le caratteristiche da improvvisatore della guardia argentina.

Nel corso degli anni tra i due è nata una sintonia unica e proprio grazie a questa sintonia, è nata una delle dinastie più dominanti della storia NBA: i San Antonio Spurs. Nella stagione 2002-2003 gli Spurs vincono il titolo NBA sconfiggendo in finale i New Jersey Nets per 4-2, mentre il suo compagno e amico, Tim Duncan, si aggiudica il titolo di MVP delle finali. Inoltre Ginobili viene eletto nel secondo quintetto di migliori rookie della stagione, e miglior rookie del mese di marzo della Western Conference. Dopo alcune stagioni da sesto uomo, dopo l’oro olimpico del 2004, Ginobili diventa titolare partendo 74 volte in quintetto base.

Nel 2005 ha conquistato il secondo titolo NBA della sua carriera, giocando da protagonista assoluto, insieme all’MVP Tim Duncan, la serie finale contro i Detroit Pistons, che ha chiuso con quasi 20 punti di media a partita.

Nella stagione 2006-07 Ginóbili, ormai parte integrante del Big Three degli Spurs (con Duncan e Parker), diventa un sesto uomo di lusso e quell’anno Manu raggiunge e vince per la terza volta in 5 anni le finali NBA, superando con gli Spurs rispettivamente i Denver Nuggets, i Phoenix Suns di Mike D’Antoni (considerata da molti la vera finale) e gli Utah Jazz nella finale della Western Conference. La finale contro i Cleveland Cavaliers dell’astro nascente LeBron James è senza storia e termina con la vittoria degli “speroni” con il punteggio di 4-0. La stagione 2013-14 vede ancora una volta gli Spurs sfidare  i Miami Heat di LeBron James, D-Wade e Chris Bosh, in una riedizione della sfida dell’anno precedente.

Questa volta gli Spurs vincono nettamente la serie 4-1, con Ginobili che si riscatta giocando cinque ottime partite. Da ricordare in particolare in gara-5 una schiacciata in transizione su Chris Bosh dopo aver eluso il resto della difesa avversaria, che venne scelta come miglior giocata della serie dalla NBA. Ginobili chiude la sua carriera con un Palmares da fare invidia a molti infatti, oltre ai 4 titoli NBA, all’Eurolega e al campionato italiano, ci sono una medaglia d’oro ad Atene 2004 e una di bronzo a Pechino 2008. Non ci resta che ringraziare questo grandissimo giocatore per tutte le emozioni che ci ha trasmesso nella sua ventennale carriera.

Francesco Pio Scaramozza