Attacchi omofobi e sessisti: sospeso il giornalista di Torre Annunziata Salvatore Sparavigna

Il giornalista Salvatore Sparavigna è stato sospeso per tre mesi in primo grado dal Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti della Campania.  L’istruttoria ha confermato, si legge nel dispositivo della sentenza, la “fondatezza delle accuse” relative al mancato rispetto delle norme della deontologia professionale.

Sparavigna era finito nel mirino del Consiglio di Disciplina per avere insultato una collega del Metropolis e “utilizzato parole discriminatorie nei confronti di Antonello Sannino, segretario regionale di Arcigay Campania”.

Sulla sua pagina Facebook, Saravigna aveva utilizzato parole discriminatorie nei confronti di Sannino e insultato pesantemente la collega Giovanna Salvati.

“La sospensione di Sparavigna – ha sottolineato proprio Antonello Sannino – è un segnale importante e per questo ringrazio Ottavio Lucarelli (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania), Titti Improta e tutto l’Ordine dei giornalisti della Campania, per aver con determinazione e con solerzia condannato da subito l’atteggiamento discriminatorio e violento del signor Sparavigna e per aver chiesto l’intervento immediato del Consiglio di disciplina che poi appunto ha sospeso Sparavigna”.

La lotta alle discriminazioni di genere e all’omotransfobia – ha aggiunto il segretario di Arcigay Campania -, “passa per segnali come questo perché danno un messaggio preciso di condanna che, facendo crescere il livello di fiducia nelle istituzioni, aiuta a denunciare. Tanti purtroppo subiscono violenza, soprusi e offese quotidiane, ma non sempre denunciano, proprio per sfiducia e per paura”.

A sentir parlare ancora Sannino, “il signor Sparavigna da anni agisce purtroppo sul territorio con una modalità volgare, aggressiva e violenta  che non ha nulla a che fare con il giornalismo autentico e che lede di contro profondamente la dignità della professione e dei suoi colleghi.

La libertà di espressione e di stampa è un valore sacrosanto nella nostra democrazia, ma bisogna sempre partire dal rispetto dell’altro e della persona umana, l’abuso della professione di giornalista per offendere e discriminare è intollerabile e per fortuna oggi arriva una condanna esemplare”.