Era luglio quando i familiari di una ragazzina di Torre Annunziata arrivarono al pronto soccorso dell’ospedale di Boscotrecase dopo un trauma causato da un incidente stradale e scoprirono con loro enorme sorpresa che questo era operativo solo per i malati di Covid. E’ durato parecchie ore il travaglio della ragazza che prima di ricevere assistenza ha dovuto recarsi dapprima presso l’ospedale San Leonardo di Castellamare che era congestionato di pazienti e successivamente, dopo interminabili ore di traffico, fu raggiunto quello di Torre del Greco. Un disagio che ancora non è finito è che sta causando enormi difficoltà per l’utenza sanitaria del comprensorio Vesuviano.
In seguito a quegli eventi i comitati, i movimenti e le associazioni del territorio si sono uniti in una battaglia che ha coinvolto la popolazione locale scesa in piazza in una flash mob presso l’ex ospedale di Torre Annunziata. Dopo la manifestazione cittadina sono state raccolte quasi mille firme grazie al sostegno dei commercianti torresi e degli ultras del Savoia, sempre sensibili ai temi di interesse sociale.
Successivamente ci sono stati due incontri con la direzione ospedaliera dell’ospedale di Boscotrecase che però non hanno diramato dubbi e incertezze sul livello di prestazioni sanitarie erogate nel territorio vesuviano, ragione per la quale è stata formalizzata la richiesta di una conferenza di servizi che i comitati per la salute pubblica hanno rivolto ai sindaci dell’area Vesuviana e ai dirigenti dall’ASL NA 3.
E’ passato un mese da quella che sembrava un’esigenza condivisa dagli amministratori locali ma che ancora non ha trovato una data per la convocazione di un tavolo di concertazione urgente e necessario; i rappresentanti dei movimenti infatti ritengono che le preoccupazioni relative alle politiche di indirizzo sanitarie potrebbero avere gravi conseguenze in vista di una probabile escalation della crisi pandemica e dalle notizie di possibili smantellamenti dei reparti ospedalieri successivi all’emergenza, il tutto a vantaggio di altri territori limitrofi.
Una preoccupazione – esordiscono i comitati per la salute pubblica del vesuviano – dovuta al fatto che ancora non si sono risolte le falle evidenziate nella prima fase della pandemia; in particolare quelle relative alla mancanza di un pronto soccorso, non più presente nella struttura di Boscotrecase e che erogava quasi 80mila prestazioni annue, e che l’ospedale Maresca di Torre del Greco quello di Castellammare di Stabia non sono riuscite a gestire.
Mentre le politiche sanitarie nazionali stanno spingendo per una medicina di prossimità e strutture ospedaliere decentrate, sembra invece che gli investimenti siano concentrati solo verso i capoluoghi di provincia della Campania, lasciando ai territori come quello Vesuviano solo uffici sanitari secondari e cliniche o centri diagnostici privati
E’ un dato di fatto che la politica regionale sanitaria – continuano i rappresentanti del movimento – sta investendo verso altri territori mortificando un utenza che abbraccia una densità di popolazione così elevata: al momento gli abitanti di Boscotrecase, Boscoreale, Torre Annunziata, Poggiomarino, Pompei Terzigno, Trecase, quasi 160 mila abitanti, non possono ricevere cure mediche adeguate e non possono recarsi rapidamente un pronto soccorso efficiente.
L’ex ospedale di Torre Annunziata poteva diventare nuovamente una struttura sanitaria di primo soccorso o per prestazioni ginecologiche – intervengono i comitati cittadini – ed invece anche i pochi uffici presenti, in questi giorni vengono dirottati verso altri comuni, impoverendo ancora di più la presenza di servizi al pubblico presenti nella città oplontina
Per questa ragione entro il 14 ottobre non avremo una data certa per quanto riguarda la conferenza di servizi sapremo chi sono i colpevoli di eventuali omissioni, e dichiareremo “lo stato di agitazione dell’area vesuviana”
Sono ore buie per il nostro paese e per la nostra comunità vesuviana, siamo preoccupati – concludono i rappresentanti del movimento – che una nuova ondata devastante pandemica possa colpire questo territorio scoperto dei servizi essenziali: non possiamo augurarci di essere infettati dal covid 19 per essere sicuri di avere un minimo di assistenza sanitaria.
Massimo Napolitano

