Amazon per la nuova pubblicità di Alexa, assistente personale intelligente, sceglie Pompei ma nella pubblicità ci sono alcuni errori evidenti.
L’annuncio pubblicitario di Amazon di Alexa echo vede protagonista un padre che chiede ad Alexa quando fu distrutta Pompei. Lo spot porta il padre indietro nel tempo per chiedere ad un passante in che anno fossero. Il passante risponde con “siamo nel 79 Dopo Cristo, scappa!”. Il padre ritorna così al presente e da la risposta al figlio.
A quei tempi però ancora non si contavano gli anni Dopo Cristo, ma dopo la fondazione di Roma, Ab Urbe condita. La figuraccia è bella che fatta a questo punto, e addirittura sulla nostra storia. Sicuramente è un’inesattezza ma, essendo una pubblicità, è comprensibile che sia stato fatto l’errore per rendere più chiaro il messaggio.
Nello spot Alexa è usata dal padre per suggerire anche la risposta sui templi di Pompei al figlio. Anche qui c’è un altro errore la didascalia riporta il “Tempio di Apollo”, in realtà è il cosiddetto tempio di Giove nel Foro di Pompei. Effettivamente è il tempio della triade capitolina, detto di Giove perché all’interno si conserva ancora il la scultura del volto di Giove, ma secondo recenti studi era dedicato a Giove Giunone e Minerva.
I nuovi interventi allungarono la cella del tempio, che venne dotata di un ricco pavimento a mosaico con elementi marmorei. Nel podio si aprono le favissae, ambienti sotterranei in origine destinati ad accogliere le offerte agli dei. Secondo alcuni studi, in un secondo momento probabilmente le favissae custodirono il tesoro pubblico della città. Ai lati del podio del Capitolium erano due statue equestri, come testimoniato dal rilievo ritrovato nel larario* della casa di Lucio Cecilio Giocondo. Data di scavo: 1810; 1816; 1820.
Qui lo spot.

