Altolà di M5S sull’Iva. Franceschini: “Basta polemiche non aumenterà”. La replica a una intervista di Boccia

Ancora tensione sulla questione dell’Iva dopo il varo del Nadef. “Ancora oggi sui giornali – avvertono da M5S replicando implicitamente a una intervista del ministro Francesco Boccia – sentiamo parlare di ‘rimodulazione’ dell’IVA. Lo ribadiamo per l’ennesima volta: no a giochini e giri di parole, l’IVA non deve aumentare. Questo governo nasce su due principi fondanti: il blocco dell’Iva e il taglio dei parlamentari. Se uno dei due viene meno, allora si perde il senso di questo governo”.

Chiude la polemica il ministro Franceschini. “La rimodulazione dell’Iva era tra le varie ipotesi. È accantonata, non c’è più“, dice rispondendo oggi a margine della presentazione della XVIII edizione di Invito a palazzo. “Non capisco – dice spiega poi Franceschini – perché si continui a discutere di un tema che non c’è più. Abbiamo discusso varie ipotesi, tra cui anche questa. Ma era scritto nel programma di governo che non ci sarebbe stato. L’aumento dell’Iva non ci sarà. Finiamola con delle polemiche sul nulla”.

“Nel Def c’è scritto chiaramente che gli aumenti dell’Iva saranno sterilizzati – afferma la viceministra all’Economia, Laura Castelli, in un’intervista a La Stampa – ma il dibattito innescato sull’Iva dimostra che il problema esiste. Non è ragionevole che sulle patatine fritte ci sia l’imposta al 4%. O che sia al 10 quella sui prodotti da collezione. Tabù non ce ne devono essere, su nulla. Se il Parlamento riterrà opportuno fare un dibattito durante l’iter della Finanziaria, è liberissimo”. Secondo Castelli, infatti, “ci sono aliquote che devono scendere”, e spiega: “nei mesi scorsi abbiamo tentato senza successo di abbassare ‘imposta sugli assorbenti femminili. E’ indegno che si debba pagare il 22% su un prodotto del genere”.

E sulla riduzione dello spazio, senza aumenti Iva, per abbassare le imposte sul lavoro dipendente, la viceministra dissente e chiarisce: “abbiamo programmato 50 miliardi di investimenti, l’inizio del taglio dei sussidi dannosi per l’ambiente, confermeremo tutti gli incentivi fiscali di riconversione degli edifici: da quello per le ristrutturazioni agli ecobonus”. Quello che Castelli, invece, avrebbe voluto nella prossima manovra “è l’assegno unico per le famiglie”. Che però non ci sarà perché “governare non è una cosa semplice. Gli uffici non sono riusciti ancora a raccogliere tutti i dati necessari”.”Lo stiamo dicendo da settimane – conclude Castelli –  basta con titoli fuorvianti e false ricostruzioni. L’Iva non si aumenta”.