La musica perde uno dei suoi artisti più prestigiosi ed emozionanti. È morto stanotte nella sua casa di Bologna, all’età di 48 anni, il grande pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso, a causa dell’aggravarsi di un tumore, con il quale conviveva ormai da molti anni e che ha cercato, invano, di allontanarlo in vita in tutti i modi dalla musica. Una personalità quella di Bosso esemplare, coraggiosa, sempre desiderosa di vita e di gioia, sebbene i mali della vita l’abbiano più volte attaccato e fatto soffrire, in primis la malattia neurodegenerativa che l’aveva costretto alla sedia a rotelle.
Bosso era nato a Torino nel 1971 e si era avvicinato alla musica all’età di 4 anni. A 16 anni esordisce come solista in Francia. La sua bravura è evidente e inizia a girare le orchestre europee. L’incontro con Ludwig Streicher segna la svolta della sua carriera artistica, riuscendo così a entrare all’Accademia austriaca delle scienze di Vienna.
Il 2011 sigla l’inizio delle sofferenze di Ezio Bosso. Viene sottoposto a un intervento per l’esportazione di una neoplasia e viene colpito da una sindrome autoimmune. Ma nello stesso anno a colpirlo è una malattia neurodegenerativa — indicata spesso erroneamente dai media come SLA — con la quale dovrà convivere. I suoi muscoli si irrigidiscono e suonare diventa sempre più difficile, ma mai impossibile. La malattia non riuscirà a fermare Bosso, che continuerà a posare, in maniera eccezionale, le sue mani sui tasti del pianoforte, almeno fino al settembre 2019, quando il peggioramento della malattia lo costringe alla cessazione dell’attività di pianista. Fino alla morte sarà direttore d’orchestra, manifestando un entusiasmo e una gioia, che solo la bellezza della musica poteva concedergli in un momento così difficile della sua vita.
A esprimere cordoglio per la morte dell’artista è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha scritto: “Sono rimasto molto colpito dalla prematura scomparsa del maestro Ezio Bosso. Desidero ricordarne l’estro e la passione intensa che metteva nella musica, missione della sua vita, e la sua indomabile carica umana”. Un ultimo saluto arriva anche dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dal sindaco di Torino Chiara Appendino.
“Il tuo sorriso rimarrà per sempre scolpito nelle nostre menti. Ci hai insegnato ad affrontare la vita e le sue difficoltà sorridendo. Sempre. Grazie!” scrive su Twitter l’attore e showman Rosario Fiorello. Anche la cantante Laura Pausini ricorda il musicista scrivendo: “il talento, l’arte, la cultura, la forza, la sensibilità, l’insegnamento. L’Italia che rimane nella storia. R.I.P. Ezio Bosso”.
Le emozionanti note di Bosso costituiranno per anni un motivo di orgoglio per tutta l’Italia, rimanendo scolpite nel cuore dei musicisti e degli appassionati. Rimane indimenticabile l’esibizione del pianista a Sanremo 2016, con il brano Following a Bird, che gli ha concesso la standing ovation dell’Ariston, e soprattutto una delle sue frasi più celebri: “La musica, come la vita, si può fare soltanto in un modo: insieme”.
Dario Gargiulo

