A Sant’Arsenio (SA): presentato il libro di Manuela Donghi “Visto con i tuoi occhi”

A Sant’Arsenio (SA) è stato presentato, nella Sala Cultura della BCC, il libro della giornalista Manuela Donghi, “Visto con i tuoi occhi” pubblicato da Giuliano Ladolfi Editore, grazie una iniziativa congiunta BCC MontePruno e Circolo Banca MontePruno. Giornalista professionista, conduttrice televisiva e radiofonica, l’autrice ha al suo attivo importanti collaborazioni con diverse emittenti televisive e numerose partecipazioni a programmi quali “Di Martedì”, “Detto da Voi”.

Per questo libro si è ispirata al proprio vissuto durante la lunga malattia della nonna e racconta il viaggio nel mondo parallelo dei malati di Alzheimer attraverso lo sguardo di un’adolescente. A fare da filo conduttore alla narrazione è l’incontro-scontro tra la spensieratezza tipica dell’età della protagonista e la cruda realtà della malattia, effettivamente sperimentata dall’autrice nel lungo e difficile periodo del soggiorno della nonna in una casa di riposo.

La prefazione al libro è del giornalista Federico Buffa, volto noto di SKY, il quale, tra l’altro scritto: “Questo libro è ispirato dal vedere, ma gli occhi di Manuela… più che vedere guardano, fotografano, elaborano. Il descrivere così minuzioso, preciso, prezioso, è tale perché segue il ritmo delle visite di Manuela a sua nonna e solo chi è stato in un a casa di cura come quella del libro, conosce certi particolari”.

Dopo il saluto di Mariaconsiglia ViglioneAldo Rescinito, Presidente del Circolo, ha illustrato le problematiche della malattia “Con la presentazione di questo libro ritentiamo di poter apportare un contributo per far conoscere l’Alzheimer e cercare di aiutare in qualche modo quelle persone che si ritrovano a dover convivere con questa problematica”, e che ha altresì illustrato dal punto di vista clinico le caratteristiche della malattia. In seguito, ha presentato il libro il giornalista Giuseppe D’Amico; poi, gli interventi dell’autrice e di Michele Albanese, Direttore Generale della BCC MontePruno. D’Amico ha evidenziato come il cambiamento del rapporto uomo-medicina-informazione ha fatto sì che nel corso degli ultimi decenni venissero pubblicati numerosi libri dedicati proprio a questi argomenti.

Libri nei quali gli autori parlano del rapporto diretto con la malattia; libri che parlano del rapporto tra autore e un familiare affetto da gravi patologie. Ne è nato un nuovo genere letterario che qualcuno ha definito “editoria del dolore” e in questo filone rientra il libro della giornalista lombarda. I numeri della malattia non inducono all’ottimismo: oggi, ogni 3 secondi nel mondo una persona sviluppa una forma di demenza. Le persone colpite sono 47 milioni, numero destinato a triplicarsi entro il 2050 raggiungendo i 152 milioni. In Italia si stimano, ad oggi, 1.241.000 casi. È quanto emerge dal Rapporto mondiale Alzheimer 2018 sullo ‘Stato dell’arte della ricerca sulla demenza’, diffuso nel settembre scorso, in occasione della XXV Giornata Mondiale Alzheimer da ADI (Alzheimer’s Disease International) e, in Italia, dalla Federazione Alzheimer.

Non esiste ancora una cura, e molti Paesi non sono ancora dotati di strumenti diagnostici adeguati, di facile accesso agli studi clinici, di medici e ricercatori specializzati. All’inizio, sia chi ne è colpito che i familiari tendono un po’ a nasconderla, a non accettarla. Si arriva a comprendere quello che accade solo quando è passato un del tempo e ti dicono che è una malattia difficile da curare. Non va poi sottovalutato l’aspetto economico perché, come è stato da più parti osservato, è una malattia gravosa sul piano dell’assistenza e non tutti si possono permettere determinate cose. Quando in una famiglia piomba la diagnosi di Alzheimer la vita della famiglia cambia.

Le reazioni vanno generalmente in due direzioni: verso la tristezza assoluta, quasi la rassegnazione, oppure verso la determinazione, verso l’ostinazione a non mollare, a inventarsi qualcosa per non sprofondare. Il più delle volte si parte dalla rassegnazione per poi spostarsi verso la volontà di reagire. Comunque, si tratta di fronteggiare un grande dolore che ti cambia la vita.

E’ una di quelle vicende di cui si può dire “Solo chi ci è passato può capire cosa significhi avere in famiglia un congiunto con problemi di demenza o di Alzheimer”.

Dopo l’intervento dell’autrice, a conclusione della serata, sull’importanza della presentazione del libro si è soffermato anche Michele Albanese il quale ha parlato della sua vicenda familiare: “Mi considero testimonial della manifestazione essendo mia madre affetta da tale patologia e non riesco a nascondere l’emozione che provo ogni qualvolta sono al suo cospetto. Credo che questo libro meriti di essere conosciuto per cui organizzeremo altre presentazioni, in particolare a Padula, nel Circolo Sociale Carlo Alberto, e a Monte San Giacomo”.

Cinthia Vargas