Boscoreale, maggioranza Di Lauro sull’orlo della resa dei conti: il PD diserta il Consiglio e l’opposizione salva il numero legale

Boscoreale. La maggioranza che sostiene il sindaco avv. Pasquale Di Lauro non è mai stata così vicina a una crisi politica. Dietro la facciata di unità che l’amministrazione continua a mostrare all’esterno, si consumano tensioni sempre più profonde che rischiano di compromettere definitivamente il prosieguo della consiliatura.
I malumori, ormai diventati apertamente contestazione politica, attraversano alcune delle componenti più importanti della coalizione. Nel mirino del dissenso finiscono soprattutto il metodo di governo del sindaco e quello che molti consiglieri definiscono senza mezzi termini un progressivo svuotamento del ruolo politico della maggioranza.
A guidare il fronte del malcontento sono il gruppo riconducibile all’ex sindaco Gennaro Langella e una parte significativa del Partito Democratico rappresentata in Consiglio comunale e vicina al vicesindaco Antonio Di Somma. Due aree che iniziano a non nascondere più il proprio disagio di fronte a una gestione giudicata sempre più personalistica e autoreferenziale.
Le accuse che circolano nei corridoi del Municipio sono pesanti. A Di Lauro viene contestata la tendenza ad accentrare ogni decisione nelle proprie mani, relegando consiglieri, dirigenti politici e persino alcuni amministratori al ruolo di semplici spettatori. Una linea che avrebbe progressivamente logorato i rapporti interni fino a creare una frattura che oggi appare difficile da ricomporre.
Al centro delle polemiche c’è soprattutto quello che ormai molti definiscono il “cerchio magico” del sindaco, un gruppo ristretto di fedelissimi che eserciterebbe una crescente influenza sulle scelte amministrative e politiche dell’ente. Tra i nomi che vengono indicati con maggiore insistenza figurano quelli dell’assessore Ida Trito e del consigliere D’Aquino, considerati da molti esponenti della stessa maggioranza come i veri punti di riferimento dell’attuale gestione politica.
Ma a conferma di un malessere che non può più essere liquidato come semplice voce di corridoio, è arrivato un segnale politico inequivocabile nel corso della seduta odierna del Consiglio comunale. L’intero gruppo consiliare del Partito Democratico ha infatti scelto di disertare l’aula, un’assenza che assume il significato di una vera e propria presa di distanza dagli attuali equilibri interni alla maggioranza.
Un fatto politicamente rilevante che ha rischiato di far saltare la stessa assise cittadina. Solo grazie alla presenza della quasi totalità dei consiglieri di opposizione è stato infatti possibile garantire il numero legale necessario per consentire lo svolgimento della seduta. Un paradosso politico che fotografa con estrema chiarezza il momento di difficoltà attraversato dall’amministrazione: una maggioranza incapace di garantire autonomamente i numeri necessari per il regolare funzionamento del Consiglio comunale.
Tra le file dell’opposizione, infatti, il consigliere Faraone è risultato assente, mentre il consigliere Cirillo e la consigliera Schiavone hanno successivamente abbandonato l’aula. Nonostante ciò, la permanenza degli altri esponenti della minoranza ha consentito di mantenere il numero legale e di portare avanti i lavori consiliari, evitando una clamorosa sospensione della seduta.
L’episodio rappresenta probabilmente il punto più alto di una tensione che da mesi attraversa la coalizione di governo. Se fino a ieri il dissenso si consumava nelle riunioni interne e nei colloqui riservati, oggi si manifesta apertamente nelle sedi istituzionali, con scelte che assumono un significato politico difficilmente equivocabile.
Una situazione che avrebbe generato un diffuso senso di esclusione tra i consiglieri comunali, sempre più insofferenti verso decisioni assunte senza un preventivo confronto politico e spesso comunicate a cose fatte. Il risultato è un clima di sfiducia che si allarga giorno dopo giorno e che rende sempre più difficile mantenere compatto il fronte della maggioranza.
Molti amministratori lamentano che il progetto politico originario sia stato progressivamente sostituito da una gestione verticistica nella quale il contributo delle diverse anime della coalizione viene sistematicamente ignorato. Un’accusa che, se confermata dagli sviluppi delle prossime settimane, rischia di aprire una stagione di scontri interni dagli esiti imprevedibili.
Le fibrillazioni non sono più semplici indiscrezioni. I fatti registrati nell’ultima seduta consiliare dimostrano che la crisi è ormai politica e sotto gli occhi di tutti. La sensazione diffusa è che la maggioranza stia attraversando il momento più delicato dall’insediamento dell’amministrazione Di Lauro e che il malcontento abbia ormai raggiunto livelli difficilmente sostenibili.
Per il sindaco si apre ora una fase decisiva. Continuare a ignorare i segnali che arrivano da una parte consistente della sua coalizione potrebbe avere conseguenze politiche molto pesanti. Perché quando una parte della maggioranza sceglie di disertare il Consiglio comunale e il numero legale viene garantito dall’opposizione, il problema non è più soltanto politico: diventa un problema di credibilità e di tenuta amministrativa.
A Boscoreale la crisi non è più una semplice ipotesi. È una realtà che si manifesta nei fatti, nei numeri e nelle assenze. E la domanda che oggi circola negli ambienti politici cittadini è una sola: per quanto tempo ancora la maggioranza Di Lauro riuscirà a restare in piedi?