Il 6 aprile resta una data scolpita nella memoria collettiva dell’Italia. Oggi, nel 2026, ricorre il 17° anniversario del terremoto dell’Aquila, una delle tragedie più gravi della storia recente del Paese.
Nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, alle 3:32, una violenta scossa di magnitudo 6.3 colpì la città e numerosi comuni dell’Abruzzo, causando 309 vittime, migliaia di feriti e lasciando oltre 60mila persone senza casa.
Anche quest’anno, come da tradizione, L’Aquila si è fermata per ricordare. Nella notte si è svolta la fiaccolata commemorativa, che ha attraversato le vie del centro fino a raggiungere la Casa dello Studente, uno dei luoghi simbolo della tragedia. Alle 3:32, il momento più toccante: il silenzio e la lettura dei nomi delle vittime.
A distanza di 17 anni, la città continua il suo percorso di ricostruzione. Molti passi avanti sono stati compiuti, soprattutto nel centro storico, tornato progressivamente a vivere, ma restano ancora ferite aperte e cantieri da completare.
Il ricordo del sisma non è solo memoria, ma anche impegno. Un monito costante sull’importanza della prevenzione, della sicurezza degli edifici e della responsabilità nella gestione del territorio.
L’Aquila oggi è simbolo di resilienza e rinascita, ma anche di una ferita che il tempo non può cancellare. Perché il 6 aprile non è solo una data: è una storia che continua a vivere nella memoria di un’intera comunità.

