Caporalato nel delivery, controllo giudiziario per Foodinho-Glovo: indagine sulle condizioni di 40mila rider

La Procura di Milano ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario per caporalato nei confronti di Foodinho, società che gestisce in Italia le consegne per conto di Glovo, nell’ambito di un’inchiesta sulle condizioni di lavoro dei rider.

Il provvedimento, firmato dal pubblico ministero Paolo Storari, arriva al termine di accertamenti condotti dagli investigatori del Nucleo Ispettorato del Lavoro, che avrebbero evidenziato situazioni di sfruttamento della manodopera e compensi giudicati inadeguati rispetto agli standard minimi previsti dai contratti collettivi.

Al centro dell’indagine ci sono circa 40mila ciclofattorini impiegati su tutto il territorio nazionale. Secondo quanto emerso, molti di loro avrebbero percepito paghe molto basse, in alcuni casi sotto la soglia di povertà, con differenze significative rispetto alle tutele economiche e previdenziali garantite ad altri lavoratori subordinati. La Procura ipotizza che l’azienda abbia approfittato dello stato di bisogno economico di numerosi rider, configurando così il reato di caporalato.

Con il controllo giudiziario, un amministratore nominato dal tribunale affiancherà la società per verificare la regolarità dei contratti, delle retribuzioni e dell’organizzazione del lavoro, con l’obiettivo di riportare l’attività entro parametri conformi alla legge senza interrompere il servizio.

L’inchiesta si inserisce in un filone più ampio che negli ultimi anni ha coinvolto diverse piattaforme di consegna a domicilio, sollevando il tema delle tutele dei lavoratori della gig economy e della necessità di garantire condizioni più eque e sicure.

Nei prossimi mesi saranno valutati gli sviluppi giudiziari e le eventuali misure correttive richieste all’azienda.