Il 3 gennaio la Chiesa celebra il Santissimo Nome di Gesù, nome santo e salvifico nel quale Dio stesso si è fatto vicino all’umanità.
Nei primi giorni dell’anno, questa memoria invita a porre ogni tempo, parola e azione sotto la signoria del Nome che salva.
Il nome Gesù, dato al Figlio di Maria per comando divino, significa “Dio salva”.
Non è un nome come gli altri: esprime la missione stessa del Figlio di Dio, venuto nel mondo per redimere l’umanità dal peccato e dalla morte.
Invocare il Nome di Gesù è proclamare la fede nel Dio che si dona e che libera.
La Sacra Scrittura afferma con forza la potenza di questo Nome:
“Nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra” (Fil 2,10).
Il Nome di Gesù è luce per chi cerca, conforto per chi soffre, forza per chi lotta e speranza per chi è smarrito.
La tradizione della Chiesa ha sempre custodito una profonda devozione al Santissimo Nome di Gesù.
I santi, in particolare san Bernardo, san Bernardino da Siena e sant’Ignazio di Loyola, hanno insegnato a pronunciarlo con amore, a meditarlo nel silenzio del cuore e a riconoscerlo come rifugio sicuro nelle prove.
Celebrando il Santissimo Nome di Gesù all’inizio dell’anno, la Chiesa ci ricorda che il futuro non è anonimo né vuoto: ha un Nome, un volto, una presenza viva.
Ogni giorno può essere vissuto come risposta alla salvezza che Dio offre in Cristo.
Il Santissimo Nome di Gesù ci insegna che la fede nasce dall’invocazione; che la preghiera più semplice può essere la più profonda; e che affidare il proprio cammino a Gesù significa scegliere la vita.
“In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale è stabilito che possiamo essere salvati.” – (At 4,12)
Oggi il Santissimo Nome di Gesù ci invita a iniziare l’anno pronunciando il suo Nome con fede, a viverlo nelle scelte quotidiane e a riconoscerlo come centro, speranza e salvezza della nostra vita.

