Napoli, negato il diritto alla mobilità: la vergogna dei trasporti raccontata da Angela Procida

La storia raccontata da Angela Procida sui social è quella di una giovane donna che questa mattina ha semplicemente provato a raggiungere Napoli utilizzando i mezzi pubblici. Un gesto normale, quotidiano, che però si è trasformato in un percorso a ostacoli impossibile da superare per chi, come lei, ha una disabilità motoria. Il suo racconto non parla di disagi generici: è una denuncia chiara e diretta contro l’inadeguatezza delle stazioni ferroviarie per le persone con disabilità, che in Campania continuano a essere sistematicamente escluse da un diritto fondamentale.

Riportiamo integralmente ciò che Angela ha scritto su Instagram:

“Questa mattina, alle ore 8:40, esco di casa per recarmi a Fuorigrotta. Diversamente dal solito decido di prendere il treno, questa volta da Pompei (Trenitalia), poiché da Castellammare di Stabia, nell’orario di cui avevo bisogno, era attivo solo un bus non accessibile alle persone con disabilità.

Salgo sul treno a Pompei e, una volta partiti, ci informano che a causa di disagi sulla linea non era certo che saremmo arrivati a Napoli Campi Flegrei-una stazione già di per sé solo parzialmente accessibile (binari 1-5 sì, 6 e 7 no). Poco dopo l’annuncio dell’arrivo a Torre Annunziata, ci comunicano che dobbiamo scendere per prendere un bus sostitutivo.

La sorpresa? Il binario su cui siamo stati fatti scendere non era accessibile: solo scale, nessun ascensore. E, ovviamente, nemmeno il bus sostitutivo era accessibile.

A quel punto chiamo mia madre, che era già tornata a casa dopo avermi accompagnata a Pompei. Le chiedo di venirmi a prendere, con l’idea di raggiungere la Circumvesuviana EAV da Pompei Scavi per continuare verso Napoli.

Ma ecco un’altra sorpresa: mi informano che il binario per Napoli non aveva l’ascensore.

Richiamo nuovamente mia madre per farmi venire a prendere e, alla fine, sono costretta a raggiungere Napoli in auto.

Tengo a specificare che la mia esperienza non è un caso isolato: riguarda stazioni fondamentali, nodi strategici del trasporto regionale e nazionale. Tra queste, anche Napoli Piazza Garibaldi, uno dei punti più importanti della mobilità campana, ma tuttora caratterizzato da percorsi non accessibili.

E allora mi chiedo: come può un governatore che ha amministrato la Campania per dieci anni affermare che questa sia una regione “all’avanguardia”? Io vi denuncerei, perché state limitando un diritto fondamentale: il diritto alla mobilità delle persone con disabilità.”

La denuncia di Angela Procida è un atto di accusa preciso: il trasporto pubblico campano non è pensato per chi ha una disabilità, e questo riguarda stazioni ferroviarie, linee suburbane e persino uno dei principali snodi del Sud come Napoli Piazza Garibaldi.

L’assenza di ascensori funzionanti, l’impossibilità di raggiungere i binari, l’obbligo di scendere da un treno su una banchina non accessibile, bus sostitutivi non dotati di pedane: ogni dettaglio del suo racconto dimostra che per una persona disabile spostarsi diventa un’impresa, spesso impossibile senza l’aiuto di un familiare.

Angela è una ragazza come tante, ma è anche una atleta paralimpica medaglia di bronzo a Parigi, e proprio per questo la sua voce ha una forza particolare: mostra quanto sia grave che, nel 2025, perfino una sportiva abituata a combattere ogni giorno debba arrendersi di fronte a barriere che non dovrebbero più esistere.

Il suo racconto è un monito alle istituzioni: non si può parlare di modernità, progresso o “regione all’avanguardia” se le persone con disabilità non possono nemmeno prendere un treno. La mobilità non è un lusso: è un diritto, e oggi questo diritto continua a essere negato.

Credito fotografico: L’immagine che accompagna l’articolo, è stata generata da Angela Procida grazie all’utilizzo dell’AI e pubblicata sul suo profilo Instagram.