Stasera a San Siro l’Italia giocherà la sua ultima gara del girone di qualificazione ai Mondiali 2026 contro la Norvegia, ma lo farà con la piena consapevolezza che l’obiettivo è, di fatto, fuori portata. Per ottenere la qualificazione diretta, infatti, gli azzurri dovrebbero vincere con un clamoroso 9-0, un risultato che ha il sapore dell’utopia nel calcio moderno.
L’aritmetica lascia una porta aperta, ma la realtà impone uno sguardo più lucido: l’Italia dovrà prepararsi agli spareggi di marzo, una strada che purtroppo conosciamo fin troppo bene. È proprio in quella fase che la Nazionale ha visto infrangersi i suoi sogni Mondiali nel 2018 e nel 2022, due eliminazioni rimaste impresse come ferite profonde nel calcio italiano.
La partita di stasera resta comunque da onorare. San Siro sarà pieno per sostenere gli azzurri, chiamati a dare il massimo nonostante la missione sia praticamente impossibile. La Norvegia, forte del vantaggio acquisito nel girone, arriverà a Milano con la serenità di chi sa che basta evitare un cataclisma sportivo. L’Italia, invece, dovrà scendere in campo con orgoglio, determinazione e la voglia di chiudere il girone con un segnale, pur sapendo che il vero crocevia sarà quello di primavera.
Gli spareggi rappresenteranno ancora una volta un passaggio obbligato e carico di tensione, un percorso a rischio in cui non ci sarà margine di errore. La storia recente insegna quanto possa essere insidioso.
Stasera gli azzurri cercheranno comunque di offrire una prestazione convincente, ma la mente di tutti — giocatori, staff e tifosi — è già rivolta a marzo. Perché è lì che si deciderà davvero se l’Italia potrà finalmente tornare dove manca da troppo tempo: alla fase finale di un Mondiale.
Credito fotografico: L’immagine che accompagna l’articolo, proviene dal profilo Facebook ufficiale degli Azzurri.
Francesco Pio Scaramozza

