Il 16 agosto la Chiesa ricorda San Rocco, pellegrino e taumaturgo, invocato da secoli come protettore contro le epidemie e le malattie contagiose. La sua vita, avvolta da elementi storici e leggendari, è segno di carità, umiltà e dedizione ai sofferenti.
San Rocco nacque a Montpellier, in Francia, intorno al 1345, da una famiglia nobile e profondamente cristiana. Rimasto orfano in giovane età, distribuì i suoi beni ai poveri e intraprese un pellegrinaggio verso Roma. Durante il viaggio, si fermò in città colpite dalla peste, curando e confortando gli ammalati, spesso guariti per sua intercessione.
Colpito a sua volta dalla malattia, si ritirò in un bosco per non contagiare nessuno. Secondo la tradizione, fu un cane a portargli quotidianamente del pane e a soccorrerlo, simbolo dell’aiuto di Dio nei momenti di maggiore prova.
Il culto di San Rocco si diffuse rapidamente in tutta Europa, soprattutto nei periodi di epidemia. Ancora oggi, in molti paesi, il 16 agosto è celebrato con processioni, benedizioni degli animali e momenti di festa popolare. L’iconografia lo rappresenta con il bastone da pellegrino, il mantello, la piaga sulla gamba e il fedele cane.
San Rocco rimane un esempio luminoso di compassione e fiducia nella Provvidenza, un modello per chi desidera vivere la propria fede nel servizio generoso verso il prossimo.

