Il 21 luglio la Chiesa celebra la memoria di San Lorenzo da Brindisi, frate cappuccino vissuto tra il XVI e il XVII secolo, noto per la sua cultura straordinaria, la predicazione infuocata e l’instancabile attività missionaria. È stato proclamato dottore della Chiesa da Papa Giovanni XXIII nel 1959 per il suo contributo teologico e spirituale.
Una vita tra studio e missione
Nato a Brindisi nel 1559 con il nome di Giulio Cesare Russo, entrò giovanissimo nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, dove prese il nome di fra Lorenzo. Dotato di memoria prodigiosa e intelligenza brillante, imparò a parlare fluentemente latino, greco, ebraico, aramaico, tedesco, spagnolo e francese, diventando uno dei predicatori più ascoltati d’Europa.
Fu insegnante, scrittore, predicatore e diplomatico, al servizio sia della Chiesa che degli Stati cristiani. Ebbe ruoli di rilievo anche come mediatore in situazioni politiche delicate, viaggiando tra Italia, Germania, Austria e Boemia.
Il frate con la Bibbia e la croce
Lorenzo da Brindisi fu un predicatore instancabile. Si racconta che predicasse anche per ore senza perdere il fervore, conquistando cuori con la sola forza della parola. Durante la sua vita, fu anche superiore generale dei Cappuccini e fondatore di nuovi conventi. Nel 1601, prese parte alla guerra contro i Turchi come cappellano militare, incoraggiando le truppe cristiane con il Vangelo in mano.
Morì a Lisbona nel 1619, dove era stato inviato in missione diplomatica. La sua fama di santità si diffuse rapidamente, e fu canonizzato nel 1881.
San Lorenzo da Brindisi è modello di santità intellettuale e missionaria: coniugò profondità teologica e azione concreta, spiritualità e intelligenza. È considerato il patrono dei cappuccini italiani e il protettore della città di Brindisi.
Nel giorno della sua memoria, il suo esempio ricorda a tutti l’importanza di mettere la propria cultura e i propri talenti al servizio del bene, con coraggio e fede.

