Tensione ai massimi livelli in Medio Oriente e nel mondo: gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco aereo su tre installazioni nucleari iraniane, impiegando bombe “bunker buster”. Poche ore dopo, il presidente americano si è rivolto alla nazione con un appello: “Ora è il momento per la pace, l’Iran deve accettare la fine di questa guerra”.
Non si è fatta attendere la replica del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha dichiarato: “Io e Trump diciamo, ‘prima la forza, poi la pace’”. Ma la reazione più dura è arrivata da Teheran.
Il ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver dato inizio a “una guerra pericolosa contro l’Iran”, affermando:
“L’Iran si riserva il diritto di difendersi dall’aggressione statunitense con tutte le sue forze”.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno alzato il livello della minaccia, affermando attraverso canali ufficiali:
“Le basi americane in Medio Oriente saranno ridotte in cenere”.
Contestualmente, missili a lungo raggio sono stati lanciati contro Israele. Le esplosioni hanno colpito Tel Aviv, mentre l’Iran ha rivendicato l’operazione come un attacco a “un aeroporto, un centro di ricerca biologica e basi di comando dell’entità sionista”. Le Guardie hanno anche dichiarato l’uso di “testate distruttive e nuove tattiche per eludere le difese nemiche”.
La situazione è in rapida evoluzione. Il rischio di un’escalation globale non è mai stato così concreto.

