“Sto scrivendo alla commissione Bicamerale per l’infanzia per chiedere a tutte le forze: lavoriamoci insieme. Il tema è molto più grande di noi e penso che si debba affrontare insieme. Non c’è bisogno di appelli. Io ci sono. Serve una riflessione enorme”.
Con queste parole la premier Giorgia Meloni ha risposto a una domanda sul drammatico fenomeno dei femminicidi, commentando anche l’appello della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, a lavorare insieme su questa emergenza sociale.
Le dichiarazioni della presidente del Consiglio arrivano a pochi giorni da un ennesimo fatto di cronaca nera che ha sconvolto l’Italia: una ragazza di appena 14 anni, residente ad Afragola, in provincia di Napoli, è stata brutalmente assassinata dall’ex fidanzato, un ragazzo di 19 anni. Il motivo? Avrebbe rifiutato un suo abbraccio. Un gesto di rifiuto scambiato per una sfida da “punire”, un rifiuto divenuto pretesto per un atto di violenza inaudita.
Il femminicidio della giovane ha riacceso l’attenzione pubblica sul tema della violenza di genere, soprattutto tra i più giovani, e sulla necessità di un intervento non solo repressivo, ma anche educativo e culturale. La premier ha quindi deciso di muoversi ufficialmente coinvolgendo la commissione Bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, riconoscendo la dimensione strutturale e trasversale del problema.
Il gesto di apertura al dialogo bipartisan lancia un messaggio importante: la lotta contro la violenza sulle donne, e in particolare quella che si manifesta sin dalla giovane età, non può avere colore politico. È una battaglia che richiede unità, competenza e visione a lungo termine.

