Il 16 maggio la Chiesa celebra Sant’Ubaldo Baldassini, vescovo di Gubbio, vissuto nel XII secolo e venerato per la sua santità, saggezza e instancabile impegno per la pace e la giustizia. Nato attorno al 1080 a Gubbio, in Umbria, Ubaldo entrò giovanissimo nella vita ecclesiastica e fu nominato vescovo della sua città nel 1129.
Durante il suo episcopato, Sant’Ubaldo fu un instancabile difensore dei poveri, dei malati e dei deboli, promuovendo la riconciliazione tra le fazioni in lotta e difendendo Gubbio da ingiustizie e violenze, in un’epoca segnata da guerre tra comuni e signorie. La sua figura unì il coraggio del pastore alla mitezza del cristiano, diventando un riferimento morale per tutta la popolazione.
Secondo la tradizione, morì il 16 maggio del 1160, e già in vita era considerato un santo. Fu canonizzato da Papa Celestino III nel 1192. Il suo corpo è conservato nella Basilica a lui intitolata, che domina la città di Gubbio.
Ogni anno, in suo onore, si tiene a Gubbio la celebre Festa dei Ceri, una delle manifestazioni religiose e popolari più antiche e suggestive d’Italia. Tre grandi “ceri” (alti e pesanti costruzioni in legno) vengono portati in corsa per le strade cittadine, in una gara di fede e tradizione che coinvolge l’intera comunità.
Sant’Ubaldo di Gubbio è ricordato come patrono dei muratori e modello di pastore giusto e vicino al suo popolo. La sua vita è un invito alla riconciliazione, alla pazienza e alla dedizione totale agli altri, valori sempre attuali in ogni tempo.

