Il 30 aprile la Chiesa celebra San Pio V, pontefice dal 1566 al 1572, noto per la sua profonda spiritualità, la rigorosa applicazione della riforma cattolica e il ruolo decisivo nella battaglia di Lepanto, che segnò un momento cruciale nella storia dell’Europa cristiana.
Nato Antonio Ghislieri nel 1504 a Bosco Marengo, in Piemonte, entrò giovanissimo nell’Ordine dei Domenicani, dove si distinse per zelo, austerità e fermezza dottrinale. Fu nominato vescovo e poi cardinale da Papa Giulio III, e nel 1566 salì al soglio pontificio con il nome di Pio V.
Durante il suo pontificato fu tra i principali artefici della riforma tridentina, applicando con determinazione le direttive del Concilio di Trento. Riformò profondamente la liturgia, approvando il Messale Romano del 1570 (detto anche “Messale di San Pio V”), e promosse l’integrità della fede cattolica in un periodo segnato dalle tensioni con la Riforma protestante.
San Pio V è anche ricordato per la sua guida spirituale e politica durante la battaglia di Lepanto, combattuta il 7 ottobre 1571, in cui la flotta cristiana sconfisse quella ottomana. A lui si deve la formazione della Lega Santa e la diffusione della recita del Rosario, che secondo la tradizione fu decisiva per la vittoria. Per questo istituì la festa della Madonna della Vittoria, poi divenuta Madonna del Rosario.
Pio V morì il 1º maggio 1572 e fu canonizzato nel 1712 da Papa Clemente XI. È considerato un esempio di papa riformatore e uomo di preghiera, capace di guidare la Chiesa con fermezza in un periodo complesso e decisivo.

